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satira, un punto di vista un po' storto
letteratura
2 aprile 2010
Riceviamo e pubblichiamo

 Ricevo da un amico (che nel rispetto della privacy chiamerò Sergio Quintiliano) l'ode seguente; mi pare nello stile degli indovinelli che andavano di moda tra gli enigmisti comunisti premedioevali (boves se pareba...) purtroppo quando si studiava quella roba lì avevo gli orecchioni e dunque non riesco a risolvere il quis. Pubblico l'ode perché chi tra voi quel giorno era in classe, tiri su la manina dicendo "io lo so! Lo so io!" e faccia la figura del secchione.
Per quanto ho capito, la risposta dell’indovinello non è “Garibaldi”. Però, con la nuova storiografia della pivetti, lì, germini, come si chiama, non si sa mai. (Io parlo sempre di Garibaldi perché mi ricordo solo lui, e Tullio Ostilio, ma sono sicuro che c'è dell'altro). Gelmini: ecco come si chiama. A voi l'ode.

Ode-indovinella di Sergio Quintiliano

Alla tramonto del cammin della sua vita,
si rimirava un vecchiettin nel di lui specchio.
Bastarda, la superficie rifletteva
l'evidenza di un'imago da por vecchio.
Sesterzi ei spendeva in giovinezza,
bei capelli, alti tacchi e siliconi,
ingollava ogni infuso e pasticconi
per issar anche il suo membro a certa altezza.
Prono a brevi e tardive eccitazioni,
pulzelle coltivava appen svezzate,
meretrici nel rosso talamo a milioni,
innevati amiconi avean pagate.
Giochi e lazzi per le turgide pulzelle
a tal guisa nella villa convenute
al Dio Saffo immolate a fior di pelle
che l'ospite ammirava assai godute.
Laddove cotal vizio patologico é iattura
all'Italico villano invece é assai gradito
ch'ei riceve subitanea investitura
seppur l'Eletto ritorni loro il medio dito. 




permalink | inviato da internet il 2/4/2010 alle 16:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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