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satira, un punto di vista un po' storto
letteratura
12 maggio 2010
Volare come una borsa
La Borsa era quel luogo dove se ti grattavi la testa diventavi milionario o finivi in bancarotta. Questo un tempo, poi non c'è stato manco più quello schizzo di LSD; tutto diventa schematico come un bit. Ma non si cambia facilmente l'anima della Borsa: ella vive e si droga insieme a noi.




Anche a me piace volare e così, leggendo del volo delle borse, mi sono ritrovato a sorridere (erano anni che non lo facevo) per una notizia di economia. Che bella – pensavo – l’immagine di questi stormi di borse felici che attraversano il cielo, con le fibbie rilucenti di sole, e tutti gli omini piloti su a far quei gesti che sembra di assistere ad una epidemia di ossessione compulsiva. Poi ho pensato che i gesti nelle borse non si fanno più, non so perché. Peccato, ci rallegravano; dicevi: ma guarda quei matti – e l’annuncio dell’aumento del fusillo a tortiglione non era così deprimente come oggigiorno che i broker al computer, tutti composti, estinguono intere nazioni senza fare nemmeno un po’ di spettacolo.
Le borse volanti mi erano sembrate allora come il ritorno delle rondini, perché – lo sapete, no? – come fino ad oggi le borse, anche le rondini non volano più, e poi non ci sono più le mezze stagioni, e non son più i tempi di una volta e di eroi non ne nascono più. È bello far le frasi con l’avverbio “più”.
Comunque, ero così contento che ho perso il giornale con la notizia delle borse volanti; mi è rimasta solo la fotocopia del titolo e ne sono dispiaciuto assai: avrei voluto farvi parte di un momento così lieto, dio sa se ne abbiamo bisogno, di questi tempi. Ricordiamocene, alle elezioni. Ma tornando all’articolo di giornale, ecco: cercherò di riassumerlo per ciò che me lo ricordo, così che anche voi possiate addormentarvi stasera sognando un tramonto tropicale ed un volo di borse cinguettanti sullo sfondo, con la musica di stephen schlaks. Buon riposo, non svegliatevi troppo presto: sarebbe ancora notte.



“Ieri una cacca di piccione è caduta sul tetto della Carnegie Hall; l'importante fenomeno ha determinato un meccanismo a cascata che - per effetto Lorenz - ha avuto come esito il risollevamento dell'economia mondiale ed anche, si ipotizza, un ringiovanimento del Sole di 24 ore. Maynard Keynes è uscito dalla tomba ballando la conga, John Kenneth Galbraith si è fatto una pera ed il vecchio Marx ha fatto autocritica confessando, tra le lacrime, che ha ragione berlusconi: abbiamo tutti undici anni.
Ma qual'è la ragione di questa improvvisa ripresa notturna? Semplice: un piano da mille miliardi di dollari; dice: ma dove sono i soldi? - quali soldi? - i mille miliardi; - e che ne so. - ma... e l'annuncio? - ma l'annuncio: l'annuncio è l'annuncio cosa c'entra; la Borsa funziona così, tu arrivi e dici: - e se ci fosse la guerra? - bram, la Borsa crolla; poi dici: - ma no, cosa vado a pensare... - hop, e la Borsa si rialza. Si rialza una Borsa, si rialzano tutte; un coro di Borse canta ormai le lodi del mercato: stiamo benissimo, Piazza Affari guadagna l’11%, di cosa, non si sa, visto che non ci sono affari; Milano record: non ci si ricordava una Milano così da 16 anni; - una Milano come? - così; - cioè? - ma che ne so, chi se ne frega. L'Alitalia, con tutti questi nuovi soldi, si compra da sola, poi compra anche l'ATM e le Ferrovie, che a loro volta si comprano la Flotta del Pacifico in blocco, per far del diporto. Anch'io stamattina mi sono svegliato e avevo in tasca mille miliardi; poi girando al buio per non disturbare a momenti mi rompo le corna contro i sacchi di brillanti che c'erano in corridoio e che distrattamente ho buttato via, credendoli sacchi della spazzatura.
Andando per la città, inizialmente sembrava che nulla fosse cambiato, ma ad un più attento esame certi particolari svelavano il nuovo benessere diffuso: il barbone del semaforo aveva le stampelle d'oro, i cani pisciano champagne, i nuovi campionati di sci saranno disputati sulla manna. Eravamo al tracollo? Certo, eravamo al tracollo. Però siamo ricchi? Eh, però siamo ricchi.
Poi ad un certo punto si è aperto il cielo e si è affacciato l'Angelo Sterminatore: guarda di qua, guarda di là, poi va via dicendo ‘ma dove cazzo l'avrò messo’; una balena si è arenata in Piazza del Duomo e Buzzati, finalmente, è contento; mi telefona Claudia Gerini mi fa: - ti voglio, ti voglio subito - che non riusciva neanche a parlare; ho dato un'accelerata alla moto, mi son ritrovato in India; berlusconi gli è cresciuta una chioma da profeta, ha donato tutto ai poveri e ha imparato l'italiano; putin è davvero comunista; anche Bersani; c'è un ponte tra Sicilia e Calabria fatto con l'arcobaleno; la mafia non esiste; italiani brava gente; poi è apparsa una gran luce.
Ed ora siamo qui, con queste brave infermiere che ci imboccano cantando la bella canzoncina... è bello qui, c'è tanta pace”.

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