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satira, un punto di vista un po' storto
SOCIETA'
2 luglio 2012
Fare la faccina
           

  

Recentemente bighellonando, ho  scoperto un blog molto dinamico che tra le sue qualità ha quella di detestare le faccine fatte coi segni d’interpunzione.

Accade quando siamo chiusi in macchina, e accade uguale quando siamo chiusi dietro il computer: anche scrivendo su internet ci siamo abituati presto ad escludere la cortesia formale; internet è impersonale, siamo protetti da uno pseudonimo (scioccamente detto nickname pure dagli italiani) e dunque possiamo essere balordi quanto la capacità mimetica del nostro pseudonimo e la nostra incapacità di vergogna ci consentono.

Scriviamo a sconosciuti, verso i quali sarebbe d’obbligo un garbo di maniera, eppure, appena finita una frase, ecco che mettiamo la faccina per far capire qual sia il tono di quella frase; mai che il lettore se la debba sbrigare da solo a capirlo, rischiando magari un’ernia.

Ma è un po’ offensivo, no, cacchio, questo sottolineare con la faccina! Ma cos’è, mi dài i suggerimenti? Pensi che non ci arrivo? Fai lo spiritoso e mi metti la faccina perché hai dubbi che io capisca la tua battuta? Intanto, la battuta l’ho capita benissimo, e non è un gran che, ma poi, tu stesso: sei capace di render chiaro il tono della frase senza far disegni come un valcamuno? E accòcchia le paroline acconce, porco mondo: stai parlando la tua lingua, no, bischerone?

Ma scassiamo pure il fegato, non c’è che fare: anche i profondamente acculturati ormai piazzano la faccina nelle loro letterine; è troppo forte la tentazione: dài, i segnetti sono lì a portata, c’è tutto, come si fa, come si fa a non fare un disegnino!

Mbè, è vero: i segni d’interpunzione sono combinabili a fare i disegnini. E allora facciamo anche noi, dài, nell’ordine:

 

 

Un riccio riccio

 

   .  ’’’’’’’’'''

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Un’istrice (o un riccio stupito)

 

      I///////

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Un dromedario

 

2   T   _

  /I   /I

 

 

 

Una faccina, però da culo

  ..

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Un africano perplesso

 

§ I:(/)

 

 

 

Un cinese gigante seminascosto

 

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Zorro (solo il segno, la volpe è imprendibile)

 

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La stella cometa (molto lontana, lo so, ma d’altronde è una stella)

 

*<

 

 

Una cacca mimetizzata su un prato (attenzione, è proprio lì)

 

\/v£°%/vi\I@vviI/v%v°\/vJ/

 

 

 

Uno stormo di uccelli migratori (o, se capovolgete, un albero di Natale)

 

   VvVvvV 

     vVvv   

---    vV  --

        v   -

 

 

Una balena (vabbè, scherzavo: una chiocciola)

 

//_@_   

 

 

 

Dracula

 

~~~

O O

____

V   v 

 

 

oppure Gesù, così:  

          

   Q

 / . .\

  o  \    L

    vv

 

 

Un tizio che legge (e fuma la pipa)

 

             \\\\

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      M<

 

 

Il prossimo modello FIAT (mi pare la Gnàrfa)

 

  _ / H \_

  O ----- o

 

 

Cane e padrone (e Thomas Mann? – beh, ora non esageriamo)

 

                 ~

? - ¬ °     .\

     ~     <_

/           (_

              /

 

 

 

Dice: “sì vabbè, ma ‘sta roba a che serve? Io metto le faccine per dare delle emòticonz, mica per fare i disegnini”.

Allora è peggio – dico io; per dare delle emòticonz fai una rapina, vai in Piazza e regala il tuo conto in banca al primo che passa, accoppiati con un ornitorinco di fronte al guardiano dello zoo (che grida in lacrime “Maria, no, perché!...”), buttati dalla finestra dell’ufficio sul Porsche nuovo del tuo capo, tagliati un’arteria e spruzza di sangue il mercato rionale. Ma come pensi che quei segnetti possano dare delle emozioni? Sono segnetti. Ti sei emozionato quando li ho fatti io? È stato bello? Vogliamo accenderci una sigaretta?

Come non fumi: dopo tutto questo? Ma che razza di conformista sei?

 

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