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satira, un punto di vista un po' storto
politica interna
29 marzo 2014
Bravi bambini del paese


Dal sito:Tiscali.it/wlitalia


Mi ha sempre colpito l’espressione "negli interessi del Paese" perché segue o precede l’ammissione di atti incredibilmente delittuosi, per il comune senso della convivenza. Ma quella piccola serie di parole è come un antidoto: se qualcosa di tremendo viene fatto “negli interessi del Paese” cessa di essere un veleno e diventa una medicina, tutto acquista un significato altro; io posso scannare tuo figlio in culla, negli interessi del Paese; tu ne prenderai atto e te ne farai una ragione. E vorrei anche vedere che no.
Ogni Paese bada ai suoi “interessi”, in culo al Villaggio Globale, l’Europa Unita, le federazioni, il MEC, la NATO, lo SBAP (cos’è? – Boh; ma tanto non conta niente) e dunque, che qualcuno si prepari a morire, e senza lamentarsi, perché andrebbe contro gli interessi del Paese.
Oggi Obama (sempre elegante e gradevole nella sua presenza aristocratica, soprattutto quando vicino ai nostri) è venuto in Italia a stringere le mani dei piccirilli, così forte da non aver quasi fatto in tempo a ripartire che già noi avevamo cambiato idea sui Lochkeed effe trentacinque. Eravamo certi di non comprarli più perché cascano, costano un botto e non ci servono a un cazzo (son fatti per dominare il Mondo; a noi servono a che?), ma è bastata l’apparizione del Cavaliere Nero ed ecco l’inversione veleno-medicina: li compriamo, li vogliamo, li amiamo, ci cascheremo insieme, non vediamo l’ora, moriremo su di essi pezzenti e commossi.
La Lochkeed d’altra parte non è nuova a queste invenzioni: nel periodo della Guerra di Corea (anni ’50) progettò un favoloso missile alato con carlinga e lo chiamò Starfighter, combattente stellare. L’America guardò quest’aereo così veloce e dalla linea tanto simile ad un ferro da calza, il quale polverizzava i record di velocità di quel tempo filando ad oltre due volte la velocità del suono. 
L’America lo guardò far prodigi, e poi cascare giù perché le ali, agli aerei, servono e lui c’aveva due moncherini, perciò poteva andar dritto, spinto da un motore da astronave, ma quando si trattava di fare una curva, ragazzi, era meglio darsi al paracadutismo. Tutti i Lochkeed F-104 Starfighter caddero come una pioggia di rospi e l’America (che sarà sempliciotta, ma è mica scema) disse: - sai cos'è: mavaffanculo lo Starfighter.
Però ormai c’era, e i soldi spesi per la sua realizzazione dovevano rientrare; come si fa?
Si fa facilmente, quando esiste un proprio Terzo Mondo. Il Terzo Mondo dell’America, al tempo, era il nostro mediterraneo più la Germania, quest’ultima perché aveva appena perso una guerra da pazzi di cui era pure responsabile; aveva avuto miliardi di aiuti e doveva pagare miliardi di danni. I tedeschi saranno anche arroganti, ma non sono scemi: stettero buoni e si comprarono lo Starfighter.
Crepammo filando silenziosi a duemila chilometri all’ora, noi italiani e i tedeschi, sempre sinistramente affratellati nelle disgrazie e nelle minchiate. Dall’altra parte della Terra, altri acquirenti a denti stretti stringevano zone opposte mentre precipitavano in vite dopo una manovra (cioè una virata): il ‘104, “fabbricante di vedove” (come i tedeschi lo chiamavano suggestivamente) si ciucciava e poi sputava gran parte della gioventù aviera di quegli anni lì. Ma l’America aveva incassato ed aveva fornito di armi nazionali (ovvero americane) i Paesi colonizzati, aveva badato agli interessi del Paese (proprio), era dunque nella ragione. Ed anche i Paesi acquirenti, avevano badato ai famosi interessi, perché innervosire gli americani con un rifiuto, ahò, sarebbe stato chiaramente andare contro gli interessi; - di chi? - Del Paese.

Sono passati mille anni da allora, ma noi amiamo - in fondo - le tradizioni e le commemorazioni, lo si vede dalla voglia che abbiamo di sventolar bandiere (tranne quella nazionale, che nessuno si ricorda neppure se il verde sta di qua o di là) e poi amiamo gli stranieri: li abbiamo sempre avuti in casa e, siccome abbiamo una casa piccola, ci mettiamo stretti stretti a dormire tre in un letto per fargli posto. Poi, quando vogliamo vantarci un po’ con loro, gli ricordiamo che siamo discendenti degli Antichi Romani. Gli stranieri sorridono e fan segno che lo sanno, sanno benissimo che dopo duemila anni, di quel sangue là c’è la dose omeopatica che fa giusto sognare; in compenso siamo figli loro, di tutti loro: sangue arcobaleno. Vogliamo scontentare papà e zio, che son quelli che ci danno la paghetta? – ci fanno capire, guardandoci negli occhi. Sarebbe contro gli interessi del Paese. Quale? – non è necessario saperlo, tanto siam parenti. Come Cita lo era di Tarzan.

Ecquìndi: essere discoli, mai; noi saremo anche scemi, ma in fondo siam bravi bambini. Viva gli effetrentacinque Starfighter.

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