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satira, un punto di vista un po' storto
televisione
3 settembre 2014
Quello che ne rimane

 

La storia dei due genitori inglesi imprigionati in Spagna per aver rapito il figlio gravemente malato da un ospedale inglese dove gli veniva rifiutata una cura costosa benché palliativa, ed ora in corso di grazia per intervento del "premier" e passo indietro della Giustizia inglesi, mi ha lasciato una serie di dubbi terribili:

  1. In Inghilterra, quando si entra in un ospedale vi si è detenuti per costrizione? Quei genitori, contro il parere medico, non avevano altra via che quella rocambolesca di rapire il loro bambino e di fuggire all’estero, per poterne variare la cura?

      

  2. Avendo giudicato i legittimi tutori del minore colpevoli di rapimento, la Legge può ricredersi? So che tutte le sentenze possono essere "impugnate", come si dice, ovvero malmenate per ribaltarle, ma il problema è che, dal corso degli eventi, ciò sembra essere avvenuto ad opera non già degli avvocati della parte perdente, bensì della politica e dell’opinione pubblica; è uno svolgimento regolare secondo procedura (le procedure sono quei percorsi legati alle norme, che garantiscono la riproducibilità degli accadimenti in forma sempre equa, quindi sono la garanzia della giustizia)? E se l’impressione è corretta, non è forse il segno che la Legge non è uguale per tutti, ma è diversa a seconda della quantità di consenso sociale sul caso?

      

  3. Come mai una cura considerata inutile e troppo costosa in Inghilterra risulta possibile ed applicata in Spagna? Certo, ogni Paese ha le sue leggi, ma su questione di medicina ufficiale (dunque non la pratica dei fiori di Bach) la comunità scientifica che fa, non parla e, soprattutto, non decide unita? So che già con la storia delle "staminali" se ne sono viste tante, ma vivaddio: se il problema è "diminuire la sofferenza", dunque agire secondo deontologia medica, gli ospedali (che son parte della comunità scientifica) dovrebbero essere in accordo, no?

     

  4. E’ possibile che io non abbia capito un cacchio? Sicuramente è possibile, e poi ho dedicato davvero poco tempo alla notizia, ma questa è secondo me la parte più interessante, perché:  
    1. genera il dubbio che le notizie siano date in una forma tale da poter essere facilmente travisate; forse le cose sono andate diversamente e lo svolgersi dei fatti è perfettamente logico e consequenziale, ma l’impressione che ne rimane è un incastro caotico pieno di spazi incongrui perché la notizia è spettacolarizzata più che non dettagliata.
    2. se così fosse, dato che non si sente un urlìo di scandalo generale, sarebbe il segno che ci abituiamo ad ingerire notizie dense di fatti che dovrebbero allarmarci per la loro illogicità di legame, e non reagiamo ad esse. Un po’ come accade quando arriva uno a dirci che creerà – con un semplice atto di volontà – un miliardo di posti di lavoro nella sola città di Forlì (per esempio). Ed a parte Forlì, questo uno arriva periodicamente, nella realtà. Perciò, vuoi scommettere che stiamo solo sognando di essere svegli?

       

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