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satira, un punto di vista un po' storto
CULTURA
20 dicembre 2011
Liber librorum et omnia vanitas

I Testamenti, vecchio e nuovo, sono una scelta tra molti testi; così è impaginata la Bibbia, e si vede: non c'è nulla di consecutivo e di attinente ed il filo rosso o l'avete voi, o non lo trovate. Si chiama fede, ma anche in tanti altri modi. Pare che la Bibbia debba stare sul comodino; bene: già che è lì, leggiamola, no? Non è molto conosciuta, ma la colpa è sua: i Profeti scrivevano male. 

 

Come molti mortali, vorrei non morire e così mi son letto la Bibbia dove pensavo avrei trovato il modo, appunto. Beh, che devo dirvi: non l’ho trovato. Forse la mia copia mancava di quella pagina, ma piuttosto che scartabellarne un’altra mi faccio frate. Perché ho fatto gran brutti sogni per troppo tempo, dopo quella lettura: intanto, mi ha confuso; ma come: è composta di differenti libri e a me hanno dato un libro solo? Lo credo che mi mancavano delle pagine. E poi non si capisce niente: comincia con la creazione del mondo, e va bene ed è pure bello, con Dio che si dà da fare e poi si stanca (Dio si stanca?) e si riposa. E mi è venuto sonno pure a me, che infatti sono stato battezzato. Poi arrivano gli ebrei, che a Dio piacevano un mucchio ed infatti li scarrozza per tutto il deserto a prendere botte dai faraoni. Ma, mi son detto: non poteva dare un calcio a ‘sto faraone e basta? Si vede che non poteva. E qui comincia una lista di gente che fa delle cose di cui forse si è perso un po’ il senso, come quella volta che mi è capitato di leggere una lettera del mio bisnonno: “bisnonno” – ho pensato – “ma di che cacchio stai parlando?” e lui: zitto come Dio.

Certo, poi arriva l’Ecclesiaste e lì, ragazzi, non si scherza: mettete a letto i bambini, e con le mani fuori dalle lenzuola; ò, lì è roba forte, per maggiorenni, si parla di sesso spinto, e non scherzo: leggetela, se poi non dovete star soli, e ne riparliamo.

I “libri” deuterocanonici, sono un guazzabuglio; intanto, i protestanti non ci credono e, secondo me, fanno bene. No, dico, c’è di tutto: Nabucodonosor e Babilonia, un tal Tobìa che va dai parenti mentre un demonio ammazza i mariti a Sara, nientemeno, i Seleucidi se la prendono con Antioco, e che dire di Artaserse? Non lo so, perché proprio lì ho preso sonno.

Al risveglio, mi si presenta l’Ecclesiatico: “urca” – ho detto – “ancora porno, qua!” – ma stavolta era una finta: l’Ecclesiastico non è l’Ecclesiaste e si vede che lo fanno per scherzo: tu ti butti a leggere con gli occhi sgranati ed invece ti becchi una fila di raccomandazioni e proverbietti che neanche mia nonna. Scherzi da profeta.

Poi arriva Baruc. Baruc doveva essere un depresso: andava tutto male, per Baruc. L’avessero invitato a bere qualcosa. Forse l’hanno anche fatto, ma Baruc ti rovinava la serata: c’aveva una faccia che metteva tristezza anche ad uno spettacolo di lap dance; “e dài Baruc, su con la vita!” – gli dicevano gli amici, ma Baruc, niente.

Poi ci sono tre giovani in una fornace che si danno al canto; gente strana, a quei tempi. Due vecchi zozzoni, nel frattempo, ricattano una tal Susanna cercando di portarsela in qualche talamo lì intorno e vedete che i vecchi zozzoni son sempre esistiti, e pure le Susanne. Il solito Daniele intanto combina i suoi casini: non contento di quello che aveva imbrogliato prima, eccolo ammazzare un drago sacro; “Daniele, ma perché non ti fai mai i cazzi tuoi?” – gli disse pazientemente un arcangelo, e daniele ridendo dispettoso: “tiè!” – e ammazza il drago. Anche i ragazzini discoli son sempre esistiti.

Dopo alcune scene tanto per riempire, arriva uno che sembra americano: sapete no, gli americani che gli piace sempre fare quelli che son deboli, le prendono, hanno tutti contro e poi invece vincono. Nella realtà non è così: loro son grossi e forti, gli altri son piccoli e sfigati, ma intanto gliele danno; ma sto parlando di favole. Insomma questo giovane americano incontra un gigante che gli dice ti spiezzo in due, ma lui lo abbatte stile Ringo. E fine del gigante. Viva Davide (che è l’americano) e vince un reame, e qui la storia si lega forse a quella di Cenerentola.

Chiudendo il libro, riappare Baruc, che ne sentivamo la mancanza per finire in bellezza.

Ecco letto il Vecchio Testamento. Dopo qualche ora di sonno, mi son letto il nuovo. Ragazzi, il nuovo è un pacco, ve lo dico subito: ti ripetono lo stesso racconto quattro volte! Sono andato dal libraio, gli faccio: “Ohé, quella copia qui è stampata male, si ripetono le pagine!” -  “No, guardi che è così” – mi fa lui, e io non ci volevo credere e rivolevo i soldi, o almeno un’altra copia, e tira e molla abbiamo telefonato al Vescovo e gli dico: “Vescovo, beh?” – “No, guardi che è così” – mi risponde lui, e io: “Insomma, ciavete sempre ragione voi!” – e sono uscito arrabbiatissimo.

Vabè, ‘sto racconto in quadricopia lo conosciamo tutti: e da mo’ che ce ne fanno una testa così: la capannuccia, Maria e Giuseppe, il bambino che non si capisce da dove viene ma pare c’entri il solito arcangelo, poi un po’ di buio e via di miracolo in miracolo fino a botte, tortura, sangue (che ai biblisti evidentemente piaceva tanto) e assassinio plurimo e scenografico. Con resurrezione selettiva (i ladroni, no). Fine del racconto.

Mah. Ho chiuso il libro dei libri e l’ho infilato tra gli altri libri nella libreria. Devo dire non c’ho capito molto. Intanto, ho capito che la vita eterna me la posso scordare e pure un allungo significativo, che mi avrebbe fatto comodo, con tutto quello che c’ho da fare, ma pure come baedeker di comportamento non mi pare paragonabile al galateo di Monsignor Della Casa, e nemmeno a quello di Lina Sotis. Provatevi voi a maledire vostro figlio e i figli dei suoi figli, insomma i vostri nipoti, solo perché quel poveretto è entrato in bagno mentre uscivate dalla doccia. Intanto chiudete la porta, no? E poi state un po’ calmi, che diamine, andate più spesso in piscina! Povero bambino! E se il vostro capufficio vi dice che il piccino non gli è simpatico, non correte a scannarlo, andate dai sindacati! (non dalla CISL perché altrimenti per vostro figlio è finita, ma insomma vedete voi).

 

Ecco. Lettura impegnativa; anche troppo. Mi ha lasciato l'impressione di qualcosa che non va. Incongruenze, smagliature, iàti di senso. Cerchiamo di recuperare.
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