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satira, un punto di vista un po' storto
politica interna
4 novembre 2013
E dire che è una parte semplice

La Ministra attacca; non è più la nonna d'Italia, come dicevano quegli immaginifici che scrivono per davvero, e ora sembra la Santanché, un'anaconda, dopo il pasto.
"Non si farà intimidire" - dice; e l'immagino che sòrte fuori dalla trincea, pugnal tra i denti e bombe a mano, avanzando indomita sulla linea del fuoco; non si fa mica intimidire, dice, oéh.

Ora, vabbene che la faccia tosta è talvolta segno di una personalità interessante (non ho detto onesta e civile, vero, ho detto solo interessante) e perciò, di quando in quando, si possa pure sbandierare un po', ma intanto bisogna averci anche il fisico del ruolo: la Santanché ce l'ha, sembra la strega cattiva della Carica dei 101, ce l'ha, tutti si aspettano che sia diabolica e geniale, e ci stiamo proprio chiedendo, ormai da un pezzo, quando arriva la conclusione delle aspettative. Ma cominciamo a disperare di esserci sbagliati.
Anche le altre donne del PDL normalmente c'hanno il fisico del ruolo, sono "in parte"; spesso carucce, ma con un lato respingente: una torvosità improvvisa, i modi da ragazzotto, aria stantìa intorno, e si cambia canale con immediato sollievo, come se cambiar canale potesse cambiare Mondo. E' ingenuo sì, ma un uomo (e pure una donna) vuole vedere nelle persone i canoni che natura e raggiunta civiltà impongono, sennò s'inconfusisce e soffre e s'angustia e sbuffa e non sa perché.
Ma la Ministra Cancellieri mi consenta, giacché vuole somigliare a quelle, mi consenta: pur con una acconciatura da Gelmini (occhialetti da preside ottocentesca e relativa espressione schifata, parrucca con crocchia d'ordinanza, sguardo a tapparella) non rende, non è in parte. Margaret Thatcher, per esempio, lo era invece; quella donna era odiabile con tutto il cuore, metteva l'orticaria alle statue dei Santi; solo a vederla, ci si disperava all'idea di non essere irlandesi.
Ma la ministrona nostra, no. E dunque non faccia così, Signora, cosa si mette a far quei versi, su: a lei non sta bene.
Prenda scuola dalla Elsa, la Fornero: quando si è combinato un guaio (o lo si sta per combinare) si piange; le donne questo fanno e qualsiasi donna lo può fare senza mancare la parte; lo faccia dunque anche lei, pur se pensa di aver ragione (e ci vuole una bella faccia, vero, oppure una bella testa) e non si faccia ingannare dai cattivi consigli; guardi che è peggio, sa? - ringhiare in faccia alla gente in quel modo. Non si fa, non è da "nonna degli italiani", e neppure da Signora.
In questo discorso registico, come si è visto, lasciamo perdere i concetti di civiltà e rispetto, di coscienza del ruolo di Ministro (cioè di persona a servizio, remunerato, della collettività) e tante altre cose molto, molto, molto difficili e stiamo terra-terra: la presenza scenica, la credibilità della parte, roba di belletti, trucchi cerone e copione, cose facili facili per tutti:

Ebbene, Signora: lei non è in parte. Insomma, non sa manco recitare. Che la paghiamo a fare?

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