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satira, un punto di vista un po' storto
POLITICA
7 ottobre 2009
ATTO RIPETUTO


Questa è una satira su un dubbio intorno al quale hanno riflettuto menti famose: - il coraggio, se non lo si ha: chésse fa? -


 

-Il Presidente (dormendo, con un incubo appollaiato sul petto): - Ah!... no, no!... perché io... io non c'entro... io non c'ero... non tocca a me... aiuto, aiutooo!!! - (si sveglia; rivolto all'incubo): - ah, sei tu? Mi hai fatto prendere una paura...
-L'incubo: - Che c'è, Preside', brutti sogni?
-Il Presidente: - Mah... dev'essere stato quell'abbacchio di ieri sera; mia moglie continua a bruciare l'abbacchio e poi dice che l'abbacchio si mangia croccante sennò non è buono, ad ogni modo quella è la mia passione...
-L'incubo: - Tua moglie?
-Il Presidente: - No, l'abbacchio.
-L'incubo: - Vabbè, dormi vah
-Il Presidente: - E chi dorme più mo'... Gesù Gesù che situazioni... ué, ma lo sai che ieri sono andato in giro...
-L'incubo: - Brutto posto, in giro
-Il Presidente: - E dillo a me; non riesci a camminare! Tutti intorno che ti chiamano, strillano: Presidente! Presidente! Presidente di qua, Presidente di là, Presidente di su, Presidente di giù...
-L'incubo: - Presidente a destra, Presidente a sinistra...
-Il Presidente: - Presidente di sopra, Presidente di sotto...
-L'incubo: - Vabbè, ho capito
-Il Presidente: - E io che penso: ma che vulìte 'a me? Ma che so' 'a màmmeta?
-L'incubo (divertito): - "Ué, ma che so' io, 'a màmmeta?" Forte!... Chissà i giornalisti
-Il Presidente: - Ué, ma mica gliel'ho detto eh!
-L'incubo: - No, eh?
-Il Presidente: - No. Gli ho detto: "L'Italia è un grande Paese!"
-L'incubo: - Bravo, c'entra un cazzo e fa sempre colpo. Ma che volevano da te?
-Il Presidente: - E che ne saccio? Aé, io sono il Presidente, sono "super partes"; lo sai il latino?
-L'incubo: - No. Ho fatto il professionale.
-Il Presidente: - E allora ascolta 'o Presidente: "super partes", come dicevano Giovenale, Sallustio, Ovolone, Capuleto e Sgarrambuto, vuol dire "colui che non se ne occupa"; il Presidente insomma guarda, saluta, annuisce, benedice, si gira e se ne va. Volendo fare una ricierca filològgica, a Forcella si dice anche "faciteve i cazzi vuostre", perché il popolo incolto parla in modo semplice, talvolta volgare, ma ricordiamo che nelle parole del popolo è contenuta una grande saggezza, accrisciuta nei millenni di scambi al crocevia delle grandi culture come quella greca, latina, egizia, araba, mesopotamica e inducùsc; insomma: l'Italia è un grande Paese!
-L'incubo: - Non fa una grinza.
-Il Presidente: - E lo credo; che c'incentra il Presidente cogl'affari dello Paese? E collo Governo?
-L'incubo: - Boh, se non lo sai tu...
-Il Presidente: - E poi alla buvette fanno 'nu caffè da schifo!
-L'incubo: - Anche se gratis.
-Il Presidente (sbuffando): - Maronna santa, ma 'o ssai che pesi? E tirate su 'nu poco...
-L'incubo: - Non posso, sono l'incubo.
-Il Presidente: - E fatte 'na cura dimagrante... oggi va di moda. Uff. Quanto manca?
-L'incubo: - Quattro anni.
-Il Presidente: - Gesummaria, ancora a quattro anni... lo sai che mi sta tornando 'o suonno?
-L'incubo: - E dormi Preside', è ancora presto.
-Il Presidente: - 'Giusto una pennichella, eh. Beata 'a Vergine: ma tu no' duorme maie?
-L'incubo: - E no. Io sono l'incubo.
-Il Presidente: - Eh, giusto. Chiamami se succede qualcosa; mi raccomanno ué: io songo 'o Presidente!
-L'incubo: - Stai tranquillo, ci penso io; ma vedrai che non succede niente.
-Il Presidente: - E' naturale, l'Italia... è un gran... paes... (si addormenta).


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