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satira, un punto di vista un po' storto
letteratura
15 ottobre 2009
La passione della scènza


Abbèrgamo, ogni anno c'è la rassegna "Bergamo Scienza", a ragione diventata prestigiosa; dato che si paròdiano sempre i famosi, eccola affettuosamente presa un po' in giro



Cari Bloggutenti; ogni anno, a Bergamo, ha inizio la rassegna “Bergamo Scienza” che raccoglie le voci più autorevoli e le idee innovative nel mondo della ricerca. Dite: ma che c’azzecca con la letteratura? Dico: niente, ma possiamo sempre stare a far poesie alla nostra età? Bergamo Scienza è l’occasione per osservare un mondo solo apparentemente lontano, in verità prossimo a noi stoici ricercatori della giusta parabola da trasmettere ai posteri che, di solito, se la perdono.

Questa della scienza di Bergamo insomma, è una manifestazione molto interessante: non come – tanto per fare un po’ di campanilismo – Brescia Scienza, che non si sa neanche se c’è, o Monzasciènza che non la fanno perché fa ridere.
Dunque, entusiasta come ogni anno, anche questa volta non ho partecipato. Ero malato, diciamo; oppure me ne sono scordato, magari. Comunque, sul sito della manifestazione, ho raccolto il programma del convegno e vel’invio per cultura generica così che, quando l’anno verrà, potrete essere indotti a parteciparvi edotti i giorni adatti. 


 

PROGRAMMA
 
Venerdì 44 Ottobre – per il ciclo: “L’informazione trasmessa”. Il Professor ‘Ndongo ‘Njimenji dell’Università del Botswana tratterà l’argomento: “Raccogliere l’informazione continuando a chiedere in giro: nuove tecniche di selezione e catalogazione dati per lo sviluppo di un mondo in espansione”.
 
Sabato 100 – argomento: “Esempi di fisica nella realtà quotidiana”. Relatore: il Professor Wallace A.B.C.D.E.F.G. Clucher del MIT di San Antonio (Texas) che dimostrerà come tutti i presenti siano seduti su un oceano di petrolio, per cui poche balle: basta scavare. Durante la parte pratica della conferenza, il Prof. Clucher eseguirà prove balistiche sparando contro il soffitto e catturerà al lazo alcune particelle elementari.
 
Safedì 1 Ermete – Il Prof. Ben Cheechow (Beniamino Ciccio) dell’Università di Tor Bellamonaca tratterà “La fisica del miracolo: è possibile vedere la Madonna senza schiacciarsi il pollice attaccando un quadro?”
 
Ottigiugno Primo Brumajo – L’Ingegner Joshua E. Donovan, capo del Centro Ricerche della General Motors di Santa Monica tratterà il problema dell’esaurimento dei combustibili fossili ed illustrerà una linea di studi dal titolo: “Nuove tecnologie del trasporto: l’auto a spinta”.
 
Settettrènta in punto – (Relatori vari) L’architettura dei sistemi complessi ed i castelli di carte: percentuali di crollo di teoria e pratica.
 
In Lugliembre – Per il ciclo: “Qualità della divulgazione scientifica”, il Professor Bjork Van Der Prott dell’Università di Uppsala illustrerà il principio di azione e reazione spostandosi per l’emiciclo a furia di peti.
 
Ieri – Il Professor Eustorgio Eustorgi del Centro Ricerche del Gran Sasso inviterà i presenti ad osservare il Bosone di Higgs mentre viaggia attraverso la stanza con spin levogiro assieme al neutrone beta ossigenato irrorato dal vento solare, quindi indicherà il percorso del leptone fino al legame covalente con il neutrino emesso da un diodo di manganese eccitato dal quark “Bellezza”, infine svelerà che è stato tutto uno scherzo ed i cittadini dovrebbero credere solo a ciò che vedono veramente, razza di fregnoni.
 
Oggi – Il Professor Ko-Tang-Too dell’Università di Mindanao parlerà sull’argomento: “L’intelligenza dei delfini: mito, realtà o scherzo dei delfini?” il suo Assistente Dr. Flipper modererà il dibattito conclusivo.
 
Domani – Per l’argomento: “Inganni e frodi nella scienza” il Professor Jules De La Varenne dell’École Normale non si presenterà alla conferenza inviando un assistente sordomuto che farà il gesto dell’ombrello.
 
Forse – Per il ciclo: “Scienza e religione, un possibile punto d’incontro”, il Professor Émile Châque-Jonta presenterà la clonazione in provetta di un prete valdese.
 
Sesta:– Il filosofo Wolfgang Haagen dell’Università di Gottinga parlerà a lungo e noiosamente sull’argomento. “Prolegomeni di un’eidetica antroposofica: dizionario o pernacchia?” seguirà una compensazione di mezz’ora di disco-music con i “Metallica”.
 
Nona: Per “L’ottica del riciclaggio: utilizzo del rifiuto organico” a tutti i presenti sarà offerto un buffet a base di avanzi vari in salsa di formalina.
 
Vespri: Sull'argomento: “Toccare i fondi della ricerca: il finanziamento pubblico, lo stanziamento governativo, l’accattonaggio”; il nutrizionista Professor François Von Capece indagherà l’efficacia della meditazione Zen come metodo per superare il senso di fame lancinante nei digiuni prolungati dei giovani ricercatori.
 
Compieta: Gabbriele Sammariello (‘O Tottòre), ricercatore precario di Epistemologia alla Sapienza e posteggiatore abusivo tratterà: “La paranomia in Wittgenstein, il mito delle Naiadi, l’etica del capitalismo ed un buon parcheggio – formalismi e basi della ricerca incomprensibile”
 
Concluderà il ciclo: “Frontiere della Ricerca: La Ricerca della Ricerca” una simpatica caccia al tesoro con il corpo docente dei laboratori della Smithsonian University.
 
Accorrete numerosi.
 

letteratura
10 ottobre 2009
Sbadabrànghete (esercizio)

 

Eccomi qua a raccontarlo, l’incontro col TIR; non poteva che esser solo rimandato, me lo figuro, il TIR, in attesa guardando l’orologio, tamburellando i diti sulla scrivania e facendo gesti d’impazienza; col fiatone, sono arrivato: è un po’ tardi lo so scusa eccomi, sbadabranghete.
Per orgoglio, posso dire che era un gran bel TIR. Portava mangimi. Mangimi di prima qualità. Aveva una grande scritta sulla fiancata, rossa su fondo bianco e, da terra, mentre lui procedeva maestosamente sulla mia moto, ne ho potuto ammirare la perfezione grafica, il grande risalto cromatico, l’ottima scelta stilistica. Il rombo del motore era pieno e senza battimenti d’ingranaggi; la risposta all’accelerazione, pronta e sicura; la cabina alta e ben modellata, con la vetreria apposta rastremata perché il conducente non avesse a rischio di vedere qualcosa, sotto il tergicristallo. Le cromature lucevano come raggi di sole d’agosto ed io, azzoppato, m’incantavo nei riflessi, commuovendomi al pensiero di quel gigante lustro, certo da mani amorevoli quotidianamente spolverato. Poi il petto mi si gonfiava di fierezza al pensiero che non da un camionaccio zingaro e farcito di letame, droga e zebre di contrabbando ero stato spiaccicato, ma da un grande e nobile carro da viaggio sterminato. Sterminato dunque, dal selciato forzai un braccio e con l’ultime forze, militarmente, salutai. Poi:

ELEGIACA

Tornavo su Sùzzuki al nido
M’invèstero, dissi: “porcòno”
Percossi l’asfalto con strido
Invece che corrervi a tuono

Portavo nel bàule un notbùk
Ch’avevo neanche dervìto
Appena comprato nel Sùk
(Mercato trovato in un sito)

Si Rùppese? Nònsi ‘azziaddèo
Ruppémesi ‘a moto, peraltro,
Un péde acciaccòssi (era ‘l meo)
Fu tutto. Parliamone, d’altro.

BERGAMASCO, O QUASI

‘Hìga, ta me vegne’t ‘nde’ ‘l cü?? ‘Cudìghel, te vede’t no ca sùn chi, ‘ndu è ‘l chi ta vàrdet, tarèl da l’òsti! Ta sèt no ca ta pudevet cupàmm?! Nèm, tìra föra i docümènt: dès ta pàghe’t dìs miliù par mi e vìnt par la muturett, o rembambì d’on rembambì!!!

MEDICO

In posizione accovacciata su un supporto in equilibrio dinamico, l’arto inferiore destro addotto e flesso ed il sinistro abdotto con il metatarso a fare perno sul suolo, subivo un urto da direzione postero laterale sinistra, tale da causare proiezione sul selciato, raggiunto, nell’ordine, da: avambraccio, articolazione omero-clavicolare, cresta iliaca e gluteo destri e auricchio. Destro.
Riportatomi in posizione ortogonale, sintomatologicamente avvertivo dolore trafittivo al metatarso destro, mentre all’esame obbiettivo potevo riscontrare distensione del tendine d’Achille, contusione dell’epicondilo, distorsione dell'articolazione astragalo metatarsale ed un ipertrofismo delle masse muscolari glutee, non essendo deceduto per arrotamento e schiacciamento sotto il TIR. Ma che culo! Su Rieducational Channel.

IN ATTO UNICO

Io: - bruuuummm…
TIR: - vovovovovo…
Io: - brùmme brùmme brùmme brùmme… rattle rattle…
TIR: - voooOOOO…
-SBRANGHETE!
Io: - 'crament d'un sacramént!…
TIR: - calamascüsa. (sipario)

TEMA DELLE ELEMENTARI

Ieri il mio papà è andando in moto che a fatto l’incidente.
Lui era in moto e il camion era in camion, il mio papà è forte ma però il camion gli a fatto una mossa speciale che il mio papà è caduto.
Testa di cazzo, gli a detto il mio papà.

TESI DI LAUREA

(ndt) pardon, non mi ho laureato

RELAZIONE INTERSPECIFICA

Squiit squiit! Grooowwll… Uàf! Mmmeeeooo!… cirp, cirp! Ma va? Oink! Chicchirichììì!… Ih-òòòhhh!… Ih-òòòhhh?… Ih-òòòhhh!! Da non credere!

IN RUSSO

Sulla rotonda di Piazza Sempreverde, allo sbocco di Via Caducifoglie, un TIR che avevo arréto improvvisamente mi sparava a drive di golf mentre ero fermo. Come è potuto succèdere? Il TIR, sappiate, cari alunni, ha un angolo morto proprio lì e con quell’angolo morto ci ammàzza la gente; io l’ho sfangàta perché c’ho culo e perché c’è San Crisostomo, come scoprirete più avanti. Allora com’è finita? Mah, un po’ di male al piede e un bel po’ di moto rotta; meglio che il contrario, no? Saluti e scongiuri.
(complimenti, vedo che conoscete il russo)

MEDIASET

Una manovra scorretta, proditoria, criminale e volutamente pericolosa ha causato un improvviso urto dalla solita sinistra in corsa estremista verso il tranquillo centrodestra in posizione assolutamente regolare; solo il senso di responsabilità della nostra parte ha evitato il verificarsi di una tragedia. I nostri difensori hanno già intrapreso ogni azione contro questo complotto eversivo. Cittadini! Non molleremo finché queste élites in camions non saranno ribaltate! Aderite alla protesta con tutti i mezzi, anche l'atomica, vah.

GRILLO

Vaffanculo! Ma vaffanculo! E vaffanculo! E... indovina? Vaffanculo! Ohhh, come mi sento meglio!

TELEFONICA

Pronto? Pronto?... io!... in terra!... e sì, m’han tirato sotto!... eh?... ma no, uno stronzo che… eh?... sì sì, no no… ma sì… ma no… ma certo… eee… ee… ma… s… c… ce… ce l’ho ce l’ho!… sì sì… ma... ma... guarda… e ceerto, e ceerto! Che… no… no… noo… ma se ti dico che ce l’ho!... eh, chiama piuttosto… sì, chiama piuttosto… eeecco! eeecco!... no, ma chiama piuttosto… sì… sì... lo so... ma chiama piuttosto… va bene, va bene… va bene, va bene… va be… sì… sì… sì… essì, essì… chia… chiama piuttosto… eh?... va be’, va be’, senti, chiama piuttosto… ho capito… sì… e tu chiama piuttosto… esaatto… esaaatto… esaaaaatto… eh!... eh!... eh! Sì, sì, sì… chiama piuttosto… vabbè, vabbè… comunque chiama piuttost… eh? pronto?... pronto?... proontoo! Cellulari di merda!

RAP

Menandàvo sulla stràda e non ti cagavo il càazzo
Eh ma tu mangi la biàda, te la fumi e rompi il càazzo
Fai la curva e poi che càazzo, poi che càazzo, ma che càazzo, càzzo rap di rap e càazzo

Eh ma allora sei fumato, ‘cazzo poi ti sei sparato
Ciai le ruote di tre metri e con quelle rompi il càazzo
Io passavo coi miei cazzi, ma ‘te non t’ho rotto il càazzo
M’hai sdraiato, sei fumato, ma che càazzo, ma che càazzo, càzzo rap di rap e càazzo.

RACCONTATO DALLA NONNA

Ehh, ma il Maario… il Maaario… oddioddiod’unsignuur, io l’ho sempre detto, eh: la moto l’è pericolosa! Lui era lì, c’era la strada, sulla strada quelli… com’è che si chiamino… i tir, i tir si chiamino? I tir, eh; benappunto, non passa un tir (pausa, mani giunte) bam… me lo tira sotto (pausa, labbra strette). O che spavento, che spavento… quando me l’hanno raccontata… o mariavergine… oddio dio santissimo eh!… fortuuna… fortuuuna che qualcuno gli ha tenuto una mano sulla testa, san Crisostomo, che lo raccomando sempre, sempre, io, eh, è il mio santo… san Crisostomo ha fatto un miracolo, un miracolo guarda; perché se non era per lui (accenno vago in alto), un tir! (desolata): Me lo schiacciava…

RACCONTATO DALLA MIA NONNA

Gl’ha mica dato un colpo, ‘na botta; paf, l’ha buttato ‘n terra co’ tutta la moto! E stava lì, ‘sto grullo, che gl’ho detto: “o grullo, o che fai costì ‘n terra? Se tu se’ morto e pazienza, ma si tu ‘un se’ morto lèvete che tu ‘mpicci ‘l tràffico!” e s’è levàto e ‘n andava via zoppicòni, che gl’ho detto: “o stai bello ritto!”

IL GIORNALE CITTADINO 

Questa mattina alle ore 18:30 in Via della Passera d’Oro angolo, Largo Staceppa un TIR condotto da Guido Malamente, di professione: conducente: procedente da Corso Medaglie D’oro Agli Alpini Della Divisione Pasubio Per La Battaglia Dell’Amiata Vinta Peraltro Dal Nemico, investiva Alfio Balestroni: 480 anni, commerciante di bidoni, il quale, a bordo, di: una motocicletta, Siuzyuchi 65.000 ABS, stazionava sotto la rotonda fermo sulla moto con la moto in moto.
Nell’urto;
il Balestrazzi cadeva a terra insieme alla moto-al computer di bordo e al telefono che riportava la sensazione di contusione al piede.
La motocicletta riportava graffi ed escoriazioni su, tutta la carrozzeria.
Il conducente del mezzo investitore; si fermava e portava i primi soccorsi alla moto e al ferito che camminavano bestemmiando sul posto sono immediatamente a corsi i: mezzi della Polizia Investigativa Locale, senza redarre un verbale.
L’ncidente si è risolutamente risolto senza feriti tranne i danni. Grazie a: San Crisostomo.

MARY POPPINS

Ragazzi, ragazzi, vi siete divertiti a fare l’incidente e va bene, ma adesso ohop (batte le mani), méttere tutto in ordine, oplà! E, se lo fate bene e velocemente, poi, forse, potrete avere, chissà, lo zucchero filato; Angiolino: tirati su da terra che ti sporchi tutte le ginocchia come uno spazzacamino! Allora: un due tre cantiamo insieme: "Supercalifragilisticespiralidoso…" chi ha detto inculassòreta?

MONTANA

A Bergamo bassa, tra moto e tramvài
C’è sempre qualcuno che còmbina guai
Stavolta era un TIR, che, guido e non guardo,
Si mette di mezzo più lungo che largo
O largo che lungo, e poi mi fa fuore 
Insomma dev’esserci la rima con…
…Banditoooreeee…

Ormai son le sei, le sei della sera
Chi vien dai cantieri, chi è stato in miniera,
Chi dalle ferriere, chi dalla catena
Ma tutti la minchia ce l’hanno ben piena
La fila non corre, c’è un incidentore
Sarebbe “incidente”, mannaggia la rima con…
…Banditooooreeee…


UMBERTO ECO

Sfogliando un incunabolo che il Franz Französo attribuisce a Juan Huerpa Sella de Sevilla e ritrovato nel 1812 da Weirmann-Armé nella libreria di un antiquario ebreo a Gottinga, ho trovato i versi in eptasillabi, che vi traduco, a un dipresso:
“Joar, neveente staagh kuthf kuht smouytgb frafc, gyrc gytrc, weweente jiiil qyhbdsyhaallo perreerepreepee”
“Joar, l’ora tarda e lo sterco ottundono il senso delle cose, tutto cede sotto l’ègida della santa parola qualsiasi, cos’altro dire se non perepeppee?”
Il volume è rilegato in-folio secondo l’uso secentesco dei Certosini praghesi, come sostiene il Wuibrandt, ma presenta alcune particolarità: intanto, la cartapecora è cerata sicuramente a Parma, dove dal 1586 al 1621 aveva famosa bottega Juvanni da Sacroinverno, l’artista rilegatore che utilizzava i crètoni brètoni e le mammues che crescono solo sull’altipiano di Rodi per galare le pelli, poi la costolatura è realizzata in pezzo unico, tecnica sconosciuta agli artigiani magiari fino al 1596. Inoltre la discesa di Carlo il Grande a Magonza e la disfatta delle armate della Lega Anseatica a Reopoli avevano tagliato al Ducato di Bamberga i rifornimenti del famoso “Mereum”, ma il Sultano del Brunei optava nello stesso tempo per una riunificazione della Calcedonia all’Impero, come ci ricorda dall’Università di Sofia il Dahomey. Cosa comporta dunque per noi, oggi, la revisione dell’opera del Rahminjam? Come sostiene Murray Sahib, non conoscendo nulla di Ramòn, possiamo solo fare alcune ipotesi… come dite? Ah, l’incidente? Di incidente parla per la prima volta un manoscritto del monaco agostiniense Covaldo da Remimbrione…


DIARI
9 ottobre 2009
Un viaggio esotico


Uno strano prete lassù: un po' Don Milingo, un po' Frate Tuck e un pochino quello che suona i bonghi al parco; m'è toccato, proprio a me, far la parte del borghese liberale. Insomma: parafrasando Brecht, nientemeno, mi son seduto dalla parte della tradizione, perché tutti gli altri posti erano occupati.

 

 Faccio spesso anch’io viaggi esòtici per lavoro. Talvolta mi ràmpico in certi recessi che, a confronto, il Kammerlander l’è uno che passeggia pel tinello, o mi sprofondo in delle valli che, a petto mio, il Mayòl si faceva il bagno in vasca con le paperelle; insomma, sono un eroe.
Al contrario di quegli alpinicchi da ottomila metri, io però faccio centinaia di chilometri e, percorrendo settori di cerchio con raggio di pochi metri, mi perdo raramente: quando capita, poi, non rompo i maroni a nessuno e non ho certo bisogno della squadra di soccorso: semplicemente, c’ho la cartina, giro e cambio strada. In uno dei miei viaggi in queste terre vergini, mi capitò di incontrare un prete vergine a capo della sperduta canonica montana di xxx mentre percorrevo la strada per xxx insieme ad xxx, referente per xxx di x. Perdonate questi refusi, ma da quando ho vinto mille miliardi all’enalotto ho un tic nervoso che non mi lascia in pace. Ics.
Come sia, ero in quel loco - una parrocchia secolare - con un emissario, per fare lavori di prestinenza autiaria e praticare alcuni sclodovei nel bugirrone, prima di rattare ogni forma di cesura ìgnica rifinendo nel contempo tra le sé sia i vìcchi che le baiotte (è con parole inventate che faccio i soldi io, da quindic’anni) quando arriva, a passo di pantera rosa, un giòvine scioperato con lunghe basette e capìglia da Woodstock, dall’apparenza d’un cristo in borghese appena prima la bastonatura:
-Non compro niente – gli faccio io, concentrato sul caso di cantiere
-Le presento Don Lurio, il pàrroco – mi dice l’emissario, trasformandosi in portavoce
-Oh, che bella sorpresa – dico prontamente, e tendo una mano che pare una vanga di saluti.
Il pàrroco mi saluta con grazia festosa ravviando le chiome bionde, ìndi m’ìndica un suo pari:
-Lui è Don Bairo – dice ed io sàlvo un ragazzo perticone coi calzoni come John Lennon, la camicia da Ozzy Osbourne e che finisce in cima come un Branduardi, che gli manca solo il violino e il talento.
-Ehilà – dico, con un poco di scompenso mentale – Moltissimo piacere – mi fa il giovanotto chinandosi dall'alto fino a me con un sorriso che gli squarta la faccia; - ok – rispondo con un colpo d’occhio e torno alle muraglie, che almeno quelle son sempre quelle.
E al proposito delle muraglie si parla e si discute con questi giovani biblici, dell’essenza evaporante di certi miscugli di calce naturale e di come qualmente una canonica secentesca n’avrebbe giovato nei secoli dei secoli. S’illustra, e poi si fa pausa andando a bere al bar delle sostanze di peccato.
-Una birra – fa Don Lurio, garbato con piglio, e tutti pigliamo chi soda, chi droga, chi acqua brillante; così incoraggiata dalle bevande e dalla posa acculata, la chiacchiera sorge libera ed infante, e cresce giovanotta fino alla nostra età diseguale. Attorno al desco sta Don Lurio, ieratico come un tòssico, io, polveroso e indulgente come una pecora nera e due figuri spersi che son l’impresario miliardario e l’agente fornitore. Il Branduardi s'è perso pei sentieri magnato dai lupi.

Si parla e si dice, pesando gli argomenti di fronte a tanto apostolo per giovane che sia. L'agente fornitore e il miliardario, usi a far boccacce brutte, son sorridenti e rigidi per tema gli scappi dal guinzaglio un porco imbizzarrito, io guardo curioso questo strano canonico recente, d'una fatta esteriore che credevo scomparsa da quei tempi che chi conosce sa che tempi furono. S'avanza comunque, per piaggeria da cerchio ottavo, dalla bocca dell'agente, l'argomento della santità di Madre Chiesa e delle giuste parole dei Suoi Dottori.
-Non sono d’accordo – sbotta il prete, scuotendo le trecce
Costernazione dei due spersi. Io sogguardo dal bicchiere; ripiglia il don:
-Ma siamo pazzi: vorrei vederli all'opera! Facile parlare così!
Il biondo ecclesiastico si agita come Linda Blair; i boccoloni a mezza schiena gli si fiondano fin sul viso e lui li scosta con gesti hollywoodiani; sorbisce ogni tanto la sua bibita gialla, ma si vede che non è contento: ha uno sguardo celeste senza alcun cherubino. È proprio incazzato. I miei anfitrioni hanno i ghiaccioli sotto le ascelle nello sforzo di capire chi di noi andrà all'inferno.

Io cerco di rabbonire l'incongruo sdegno del ragazzo di Dio: – Su, su, Don Lurio: sappiamo che la Chiesa di Roma è un organo autocratico e rigidamente gerarchizzato, fondato sulla regola dell’obbedienza e tu…
-Obbedienza un cazzo! – risponde il prete, con trabalzo degli spersi
-Ovvia, Lurio – gli fo osservare – ti sei reso organico a questa cerchia…
-Chi, io?! Dice lui, che veste gins e polo con le adidas e niente collarino
-Ehm, mi rendo conto che siano scelte… - riprendo - …scelte… complesse; che possono lasciare un po’ confusi nell’animo, ma vedi, ragazzo mio, se si accettano i vincoli d'un impegno, questi, vincoli rimangono… sacerdos eris in aeternum, si dice così?
Ringhia a mo’ di un cane, il pastore: – Ah, bravo! Parli come un gesuita! E però ti piaceva quella tipazza in minigonna, no? T’ho ben visto che la sbignavi rapace!
-Eh beh sì, ammetto il peccato - motteggio - ma che c'en...

-È la normale sessualità tua – mi assolve con un impeto tale che mi vedo già beato – e anche mia; oddio: niente da dire anche sull’omosessualità, ci mancherebbe…
-Lurio carissimo, eh no – indulgo paterno – la Chiesa Santa e Romana di cui fai parte condanna l’omosessualità…
-E chi se frega! – rugge il pàrroco facendo cigolare la sedia – si sbagliano, quelle mummie degenerate, paolotti  baciapile e facce di cu…
-Ehm, sì… ma il Papa… - azzardo
-Buono quello! Sai cos’ha fatto nella vicenda dei bimbi violentati dai parroci pedofili?!
-Oh certo, lo so… ha redatto il “Crimen Sollicitationis” nel quale prescriveva di sottacere ogni responsabilità e spostare semplicemente il parroco di sede… è stato quando era ancora cardinale e...
-E dunque! Vorrei che lo avessero violentato lui, a cinque anni, vedremmo se ora parlerebbe così!

-Don Lurio – strabuzzo – stai parlando del Papa!
-Embèèè??

-Embè sei un prete e insomma gli devi obbedienza, su ciò si basa la regola che hai accettato, e dato che l'hai accettata ora non sei libero, vedi dunque perché è importante leggere il contratto prima di firmare, - e qui, con uno scatto animale, i due predatori mi fissarono - tu hai firmato la tua consegna ad una autorità!

-Io devo obbedire alla mia coscienza e basta, non riconosco nessuna autorità! - e, per un momento, il giovane capellone sembrò tale quale l'icona del Che che guarda oltre e sopra noi.
-Ascolta, Don Lurio: ma allora su cosa sei d’accordo con la Chiesa? - m'arrendo.

-Su niente!


Così ecco che, in quel giorno di mezzo autunno, a un’ora premerìdia e accingendomi a quella parte che nel lavoro di commercio, industria e insomma di tradement si chiama: pùbblic relescions, io vivvi, vivei, vicqui, viiii, ciò che ordinariamente accade contrario; cotidie, succede che Don Cesiro tenta di convincere Lazzarone della straordinaria evidenza del paradiso, mentre Lazzarone nicchia. Nel meriggio di quel dì, io, al tramonto dei miei quarant’anni tentavo di convincere un parroco men che trentenne, capellone ed in borghese che è necessario comprendere la natura delle cose, essendo in questo caso la cosa: la Chiesa, e che essendo con quella in totale disaccordo è possibile vivere la propria spiritualità in modo alternativo, ma m’accorgevo che esponendo la ragione delle cose, in fondo, le giustificavo, e quel prete mi rispondeva come avesse avuto innanzi un vecchio gesuita che nasconda il marcio in mezzo alle parole, così, investendomi di slancio giovanile, agitava spavaldo, beffardo, aggressivo davanti a me, un rosso, ma rosso rosso stendardo di protesta.

Per quante vie il padre eterno ti punisce di contrappasso!...

 




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POLITICA
7 ottobre 2009
ATTO RIPETUTO


Questa è una satira su un dubbio intorno al quale hanno riflettuto menti famose: - il coraggio, se non lo si ha: chésse fa? -


 

-Il Presidente (dormendo, con un incubo appollaiato sul petto): - Ah!... no, no!... perché io... io non c'entro... io non c'ero... non tocca a me... aiuto, aiutooo!!! - (si sveglia; rivolto all'incubo): - ah, sei tu? Mi hai fatto prendere una paura...
-L'incubo: - Che c'è, Preside', brutti sogni?
-Il Presidente: - Mah... dev'essere stato quell'abbacchio di ieri sera; mia moglie continua a bruciare l'abbacchio e poi dice che l'abbacchio si mangia croccante sennò non è buono, ad ogni modo quella è la mia passione...
-L'incubo: - Tua moglie?
-Il Presidente: - No, l'abbacchio.
-L'incubo: - Vabbè, dormi vah
-Il Presidente: - E chi dorme più mo'... Gesù Gesù che situazioni... ué, ma lo sai che ieri sono andato in giro...
-L'incubo: - Brutto posto, in giro
-Il Presidente: - E dillo a me; non riesci a camminare! Tutti intorno che ti chiamano, strillano: Presidente! Presidente! Presidente di qua, Presidente di là, Presidente di su, Presidente di giù...
-L'incubo: - Presidente a destra, Presidente a sinistra...
-Il Presidente: - Presidente di sopra, Presidente di sotto...
-L'incubo: - Vabbè, ho capito
-Il Presidente: - E io che penso: ma che vulìte 'a me? Ma che so' 'a màmmeta?
-L'incubo (divertito): - "Ué, ma che so' io, 'a màmmeta?" Forte!... Chissà i giornalisti
-Il Presidente: - Ué, ma mica gliel'ho detto eh!
-L'incubo: - No, eh?
-Il Presidente: - No. Gli ho detto: "L'Italia è un grande Paese!"
-L'incubo: - Bravo, c'entra un cazzo e fa sempre colpo. Ma che volevano da te?
-Il Presidente: - E che ne saccio? Aé, io sono il Presidente, sono "super partes"; lo sai il latino?
-L'incubo: - No. Ho fatto il professionale.
-Il Presidente: - E allora ascolta 'o Presidente: "super partes", come dicevano Giovenale, Sallustio, Ovolone, Capuleto e Sgarrambuto, vuol dire "colui che non se ne occupa"; il Presidente insomma guarda, saluta, annuisce, benedice, si gira e se ne va. Volendo fare una ricierca filològgica, a Forcella si dice anche "faciteve i cazzi vuostre", perché il popolo incolto parla in modo semplice, talvolta volgare, ma ricordiamo che nelle parole del popolo è contenuta una grande saggezza, accrisciuta nei millenni di scambi al crocevia delle grandi culture come quella greca, latina, egizia, araba, mesopotamica e inducùsc; insomma: l'Italia è un grande Paese!
-L'incubo: - Non fa una grinza.
-Il Presidente: - E lo credo; che c'incentra il Presidente cogl'affari dello Paese? E collo Governo?
-L'incubo: - Boh, se non lo sai tu...
-Il Presidente: - E poi alla buvette fanno 'nu caffè da schifo!
-L'incubo: - Anche se gratis.
-Il Presidente (sbuffando): - Maronna santa, ma 'o ssai che pesi? E tirate su 'nu poco...
-L'incubo: - Non posso, sono l'incubo.
-Il Presidente: - E fatte 'na cura dimagrante... oggi va di moda. Uff. Quanto manca?
-L'incubo: - Quattro anni.
-Il Presidente: - Gesummaria, ancora a quattro anni... lo sai che mi sta tornando 'o suonno?
-L'incubo: - E dormi Preside', è ancora presto.
-Il Presidente: - 'Giusto una pennichella, eh. Beata 'a Vergine: ma tu no' duorme maie?
-L'incubo: - E no. Io sono l'incubo.
-Il Presidente: - Eh, giusto. Chiamami se succede qualcosa; mi raccomanno ué: io songo 'o Presidente!
-L'incubo: - Stai tranquillo, ci penso io; ma vedrai che non succede niente.
-Il Presidente: - E' naturale, l'Italia... è un gran... paes... (si addormenta).


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