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satira, un punto di vista un po' storto
letteratura
28 giugno 2010
L'amministrazione

Che dite: è un programma tivvù di intrattenimento o il telegiornale? Io non l'ho capito. De consolatione ignorantiae.




Interno del Ministero, il covo dei Ministri. I Ministri sono mascherati in vario modo: chi con una ventosa da lavandino in testa, chi con un costume tipo Batman che gli ingrossa mostruosamente le natiche, chi indossa uno strambo abbigliamento che lo fa somigliare ad un orrendo bambolotto rosso. Le ministre sono seminude e passeggiano qui e là ancheggiando. Un tizio con il costume da Banda Bassotti sta esaminando la posta, borbotta:

Tizio Banda Bassotti: - cazzo, ho preso una multa…
Il Primo Ministro (udendolo mentre passa, si ferma di botto): - che multa?
Tizio Banda Bassotti: - niente, Capo, è stato quando mi sono fermato dal pusher e ho lasciato l’auto davanti al cancello delle ambulanze; ma solo dieci minuti…
Il Primo Ministro: - cosa? ma è inqualificabile!
Tizio Banda Bassotti: - lo so, Capo, ero in paranoia…
Il Primo Ministro: - come si permettono di dare una multa ad un componente del mio governo? Ad un mio sodale? Un mio fiduciario? Un mio protetto? Un mio amico? A proposito: e tu chi cazzo sei?
Tizio Banda Bassotti: - ehm… l’attuatore per la vigilanza e la supervisione delle informative in ingresso.
Il Primo Ministro: - che?!
Tizio Banda Bassotti: - quello che apre la posta.
Il Primo Ministro: - ah. Bravo. Sai che mi sei simpatico? Sarà il costume. Bene: da oggi sei primo ministro!
Tizio Banda Bassotti: - ma Capo, il Primo Ministro sei tu!
Il Primo Ministro: - e allora secondo ministro, insomma: un ministro!
Tizio Banda Bassotti: - davvero, Capo? Io, un ministro? (si guarda allo specchio, aggiustandosi la mascherina nera)
Il Primo Ministro: - certamente. Così quel vigile impara a far fuori i negri, invece che rompere le balle al Governo del nostro grande Paese! Ma che, si credono davvero che noi qui stiamo a perdere tempo? Qui c'abbiamo da lavorare!
Tizio mascherato da water: - capo, c'è qui al telefono uno che ti vuole, badalacoso, non ho capito...
Il Primo Ministro: - sì, digli che lo richiamo io. Prima bisogna dare un segnale chiaro alla Nazione: (chiama) ehi, voi due, venite qui! (arrivano due tizi travestiti l’uno da primo della classe, con gli occhialetti ed un grandissimo fiocco azzurro a papillon e l’altro da scolaretto trasandato, con in mano la fionda. Lo scolaretto mastica rumorosamente la cicca. Entrambi sono travestiti solo fino alla vita, per il resto portano le mutande nere a tanga)

Il Primo Ministro: - miei esimi colleghi, preziosi alleati ed infingardi parassiti: questo bravo giovine si trova nei guai: un commando di comunisti alieni vuole sodomizzarlo. Per salvargli le chiappe dobbiamo farlo Ministro, così potrà ripararsi dietro lo scudo spaziale; siete d’accordo, no?
Primo della classe: mh.
Scolaretto trasandato: mh.
Il Primo Ministro: - sì, ma che diavolo di ministero potremmo dargli? Li abbiamo già dati tutti… il ministero dei giòvani, quello per le occasioni occasionali, il ministero del saluto quotidiano, quello dei menestrelli… voi che dite, o miei fraterni sodali e formidabili cazzari?
Primo della classe: mh.
Scolaretto trasandato: mh.
Il Primo Ministro: - ehi, ci sono! Lo faremo “Ministro per l’attuazione del programma”! Eh? 'Senza di lui, 'sto programma non lo possiamo attuare'! Forte eh? Così, se non lo attuiamo è colpa sua, zàc! Non è una bella pensata? Sono o non sono un genio? “Ministro per l’attuazione del programma”!... ma come mi vengono…
Tizio Banda Bassotti: - eh, Capo, ma non è mica difficile vero? Che cosa devo fare?
Il Primo Ministro: - fattelo spiegare da 'O Presidente, che ne so io. (agli scolaretti): voi due con le dita nel naso: siamo d'accordo, no? Cosa fate ancora qua? Fuori dalle balle che devo lavorare.
Primo della classe: mh.
Scolaretto trasandato: mh. (escono. Arriva 'O Presidente)
'O Presidente (parla da solo): - ...pregno di attiva e serena collaborazione, è con lo spirito più costruttivo, vuoi per il superamento dei frapposti ostacoli, vuoi...
Il Primo Ministro: oh, giusto te: firma qua.
'O Presidente (firma meccanicamente, continuando a parlare da solo): - ...non disgiunte da émpiti vibranti di attiva e fattiva collaborazione, è con l'animo teso al superamento delle sterili incomprensioni che ostacolano l'articolarsi delle comuni convergenze glogloglo...
Il Primo Ministro: - ecco, bravo. ora vai, vai...
'O Presidente : - certi di aver portato un utile contributo al superamento di ogni ostacolo, è con vibrante spirito teso ad una leale e franca collaborazione che portiamo il nostro saluto... (esce)
Tizio Banda Bassotti: - allora niente multa?
Il Primo Ministro: - ma sei scemo? E allora che saresti ministro a fare?
Tizio Banda Bassotti: - i ministri mica pagano le multe: eh già. Ma ciò pure l'auto blu?
Il Primo Ministro: - cinque portaborse, quattro segretarie - di quelle giuste, eh! - trentamila euro al mese, più le diarie, i rimborsi, gli anticipi, i posticipi...
Tizio Banda Bassotti: - Capo, ma è un sogno! Mi sembra solo ieri che smerciavo le autoradio... come posso sdebitarmi, Capo?
Il Primo Ministro: - non ci pensare nemmeno. Basta che tu giuri sulla tomba di tua madre che, quando te lo chiederò, anche tu mi farai un favore.
Tizio Banda Bassotti: - sulla tomba di mia madre? Ma mia madre non è mica morta.
Il Primo Ministro: - ecco: ricordalo, quando ti chiederò un favore.
(Arriva uno travestito da tubetto di colla e con in mano un microfono)
Capitan Attack: - ciao Capo, sono Capitan Attack: ti avanza mica un ministerino? Ciò mi' cognato che gli è preso i nervi per la storia di Lippi e ha sterminato tutta la famiglia; ora forse lo vorrebbero arrestare, ma, minchia, un brav'uomo come quello, un lavoratore...
Il Primo Ministro: ma è una vergogna!

 

letteratura
1 giugno 2010
L'elezione regionale notturna

 Non sapendo che sognare, la notte scorsa, ho sognato le elezioni regionali;  dicono che fa venire la leishmaniosi, ma io non ci credo. Però non mi ha fatto bene lo stesso: mi son svegliato che non sapevo dove mi trovavo: "siamo nella prima o nella seconda repubblica?..." - "siamo a casa, cretino, e sono le cinque della mattina. Piantala di leggere 'Il Fatto'".
Discutere con una donna alle cinque del mattino può provocare altro che la leishmaniosi, così mi sono alzato cautamente e sono andato al barr per un caffè.
 Al barr, alle cinque del mattino, c'è un sacco di gente; ma certo tra i magüt non immaginavo di trovare un mio ex cliente: è un industriale costui, e ha fatto più soldi che peccati perciò si è ritirato a vita privata, cioè all'amministrazione delle sue numerose partecipazioni azionarie nelle industrie della Provincia. Guadagna più di prima, insomma.
Ogni tanto lo incontro al barr, perché sembra che la democrazia sia quando i morti di fame come me prendono il caffè insieme ai ricchi sfondati come lui, per giunta nello stesso barr. Non c'è ancora l'ingresso per gli straccioni e quello per gli abbienti, c'è una porta sola e ci calcagnano tutti; bisogna riconoscere che è bello vivere in un mondo così.
Questo prestigioso signore è simpatico e scherzone; vedendo che io leggo Il Fatto e Repubblica, mi sfotte:
"Cosa legge in quei giornali lì... compri i giornali dei vescovi!"
Reprimendo la domanda che prima mi sale all'anima: "ma i soldi, te, li hai fatti leggendo i giornali dei vescovi o portando i tuoi bimbi in pasto ai vescovi e i soldini allo IOR?" - reprimendola dunque, sorrido e dico:
"Non ho la forza, io, di conoscere la Verità, mi accontento di sapere i fatti" e intanto penso se la capisce.
Non la capisce; mentre tenta l'anagramma io mi accontento infantilmente di avergli confuso le idee e mi rimetto a leggere. Oggi però, ho come l'impressione che il mio ex clientone si sia svegliato per il mio stesso motivo; mi guarda nelle occhiaie e mi fa:
"Internet, ma la volete capire o no che avete perso le elezioni? Cosa continua a dire, il suo Bersani, che è contento... avete perso, basta!"
Reprimendo la risposta che prima mi si gonfia in cuore: "Bersani - porca la tua fedina penale in caso d'accertamento - Bersani non è il 'mio' Bersani più di quanto non sia mio il tuo conto svizzero, caro evasore bastardo; anzi: ringrazialo piuttosto, perché se non era per il 'mio' Bersani, il tuo berlusconi e i tuoi vescovi adesso stavano all'Asinara e tu... chissà" - ma reprimendo anche questa, sorrido come un putto e dico: "Mah... Bersani non lo sento da un po', colpa del trasloco" e mentre penso se l'ha capita, mi rituffo nel giornale. A questo punto, lui dice una cosa che mi fa passare la voglia di leggere, di bere il caffè, di guardare le donne, di suonare il giàzz; dice, fa:
"Internet, è inutile... siamo italiani" e allarga le braccia.
Io lo guardo: resto incantato a guardarlo come fossi la pastorella di Lourdes di fronte al prodigio; di fronte a me c'è il prodigio di uno che dalla vita ha avuto tutto, che la vita l'ha vinta sempre, che ha vinto pure quella minchia di elezioni regionali, ma non è felice. Non è fiero, soddisfatto, glorioso: guarda in terra, allarga le braccia, sorride mesto e dice: "e inutile, siamo italiani" lui che è fascista perché parrocchiano, leghista perché bergamasco, potente perché industriale: uno che decide per tutti con una manata sul tavolo sente che tutta la sua fortuna e le sue certezze son frutto di un difetto d'origine, una specie di malattia genetica.
Io lo guardo e c'ho in mano il mio giornale di merda e mi chiedo ma insomma, ma insomma che ti leggo a fare, che ti scrivono a fare, che mi faccio a fare tutta questa ricerca di informazione come caricassi le armi, a quest'ora del mattino, se in un attimo mi tocca capire che di qui non se ne esce perché anche il nostro nemico non sa che farci e si è già arreso; ma non a noi: alle sue convinzioni.
Quel balengo di Nietzsche: non è dio che è morto, è il nemico che è morto. E contro chi cazzo combattiamo adesso, eh?

Ragazzi, che brutta mattina.

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