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satira, un punto di vista un po' storto
letteratura
3 agosto 2010
Feria d'agosto

 

Le vacanze sono sempre uguali, come ogni buona tradizione; io non sono ancora in vacanza, ma sull’onda della Tradizione Vi espreto (espreto? Vabbè) la cronaca mondana della mia vacanza esotica sulla rivieria imperia, dove passa il meglio della vecchianità invernese, ma anc’ove Estate prende il sole di belle donne e roba affine. Ve lo fo, il resoconto, suddiviso e solo per gl’episodi i più salienti, così è più semplice da leggere (vedi che Vi penso, lì annoiati dalle chiacchiere, colla copertina sulle cosce magre a sorbire col risucchio semolini sciapi? Vi penso e mi adatto). Dice: ‘ma chissenefrega poi, delle tue vacanze’; ebbene, Vi ho pensato anche in questo: sono inventate.


 

 

SABATO: eccoci inzeppati di valigiame come veri immigrati scecchesi; si carica il cane semicatatonico (lo fa apposta perché odia spostarsi da casa e ci diventa per rappresaglia stitico e insonne, ma vedremo presto ch'è un inganno) in macchina e, senza consultare mappe perché ben consci, pruiamo al mare. C’è il sole per via che è giorno, comunque noi ed il codice stradale diffidiamo delle apparenze così picciamo i fari nella luce accecante; canta allegro il motore, puzzando la via; fresca gira l’aria estante fin sotto le tiscìrrt; cùculano i boschi delle Lomelline, ride l’erba; fanculo, una pattuglia.
 
DOMENICA: ci svegliamo al suono di voci arabe: che succede? I miei c’hanno scài e la tivvù è rimasta accesa, ecco che succede; spegniamo il canale tremila, sbadigliamo e il mare ci si para dinanzi, in tutta la sua maestosicitività: ah, che bel mare: eh? Bello un cazzo: prima di tutto si muove talmente che sembra inclinato, poi ha in superficie più sputi che onde e tra gli scatarri nuotano lines extra, cochecole, sacchi esselunga e anonimi ma numerosi stronzi. Siamo al mare, finalmente. Scendiamo in spiaggia felici. Che pessimisti siamo stati! Non c’è solo merda, ma anche meduse; sai quelle cose che sembrano scaracchi di plastica e invece sono animali velenosi: scappiamo tutti via dall’acqua come nel film Losqualo, che invece si guarda bene dal nuotare in quel brodo lì.

 
LUNEDI’: abbiamo magnato grissini a pranzo, grissini a cena e grissini e acqua di fonte a colazione. È ora di fare la spesa. Facile a dirsi. Hanno trasformato il supermarket in alloggi di turisti: che facciamo compriamo du’ chili di tedeschi? No naturalmente, di quella roba non ne mangiamo, piuttosto andiamo cercando.

Ecco una bottega che vende; che vende? Scatolame. Buono! Piglia, piglia e corri a casa. Il cane è corredato del suo e magna come un papa, ringhiando altrettanto. C’è tanto sole e mare, perché piangere?
 
MARTEDI’: ci hanno cacato in casa. Chi è stato? Sembra l’inchiesta dell’estate: “Chicacò?” – nove colonne. Ma un bel dì di mar (il martedì) lo scopriamo chi è, sul fatto che fa: è il cane, con le mani, no, col culo nel sacco; ma magari: col culo sul tappeto. È lì bellillo e sorridente che dice: che bel sole, devo essere su un prato. Raccogliamo la cacca e la mettiamo sulle meduse, per vendicarci di esse. Bella rappresaglia no?

 
MERCOLEDI’: è già mercoledì? Allora si va a Ficcubestia, nell’interno, a vedere i fuochi artificiali e magnare pizze speciali. Forse non si chiama Ficcubestia, ma i paesi della liguria ovest c’hanno dei nomi presi da Erri Pota – come diciamo noi a Bergamo, o dal Signore degli Agnelli – come dicono a Torino.

A Ficcubestia (per comodità) c’è un ambiente come nel medioevo andante; si passa su selciati un tempo calcati da grossi visconti e cacati dai cavalli loro. Tutto molto impressionante. Magnamo una pizza speciale quattro stagioni; è speciale perché siamo solo in agosto.
 
GIOVEDI’: né di giove né di marte ci si sposa né si parte; a noi ce ne frega da qui a lì. Questo giorno di mezza semana lo dedichiamo alla riflessione: riflettiamo cioè la luce col vetrino dell’orologio per vedere se riusciamo a bruciare un po’ di stronzi e meduse e a fare un picciolo puccio. Altri bagnanti, meno archimedei, usano retini da pesca. I figli piangono. Sulla spiaggia si accumulano oggetti irritanti e ributtanti; i gabbiani vengono a vedere, fanno bhee e se ne vanno. Ci tuffiamo coraggiosamente ognuno nel suo metro quadro di mare cristallino e pigliamo il sole incoronati dalla merda. Tutto è molto bello.

 
VENERDI’: la stecca riporta più croci che aste: la vacanza sta finendo, ma non facciamoci il sangue cattivo, come diceva Hitler, pensiamo che abbiamo ancora ben tre giorni di spaparanza sotto il sole che brucia e sopra le meduse che lo si sa. Anzi, convinciamoci che è martedì, martedì, martedì… sento uno strano odore. Il più convinto è il cane.

I gatti che vivono alle spalle dei residenti s’accalcano in questua; abbaio io, perché il mio cane, un tempo valente guerriero, ora manco se ne accorge; comunque funziona: i gatti fuggono guardandomi interrogativamente, come anche i vicini. Per dare a tutti una ragione, alzo la gamba pisciando contro la ruota di un’auto e me ne vado con noncuranza.
 
SABATO: e mai un giorno che abbiamo cagato i vicini stranieri; sì perché le case qui intorno sono dimora intervalla di tedeschi, olandesi e altri intracomunitari che dicono ouff auff come noi diciamo buongiorno. Gli antichi Romani li sterminavano e avevano un impero, noi li ospitiamo in casa e abbiamo un deficit della madonna. Mah.

Comunque noi, da bravi lombardi distaccati e freddi, gli stranieri: mai coverti. Parlavamo tedesco tra di noi, nell’ombra, in cucina, o in bagno.
 

DOMENICA: der letzte tag. L’immurt’. Esciamo a prendere l’aperitivo della staffa, la frittura della staffa, l’antipasto di mare della staffa, gli spaghetti allo scoglio indovina di che? E un caffè. Il giorno si comprime nei preparanzi di valigie e pulizie, tutto si cerca, d’ogni che si dubita, il moto è febbrile come avessimo in bocca l’ultimo fiato, il sito appare straniero dove poc’anzi si dormiva, tutto già viaggia lontano da noi, passano gabbiani tristi come suore, l’onda di mare è ferma, la medusa s’è spiaggiata, lo stronzo è affondato.
Ecco l’autostrada.

 




permalink | inviato da internet il 3/8/2010 alle 10:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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