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satira, un punto di vista un po' storto
letteratura
24 ottobre 2013
Requiem per il Consigliere degli Ufisti

Qualche tempo fa se ne morì una importante figura delle credenze nostrane; i peana che gli si sciolsero furono legione, anche provenienti da laici incalliti. Perché? È il solito conformismo che sragiona?
Be’: sì.
Per tentare di provarlo, spostiamoci di credenza:




- Hai sentito cos’è successo?
- No, cos’è successo?
- È morto il Secondo Consigliere degli ufisti!
- Chi?
- …Sai, quello che si era ritirato a vivere sul luogo dell’atterraggio della Grande Astronave e che prima era stato Primo Contattista nella nostra città… quello che era così aperto al dialogo con tutti i credenti nello spiritismo, coi lettori delle carte, coi guaritori filippini, con gli adepti del culto del Grande Cocomero, gli assidui della cura della meningite con le pietruzze luccicanti e perfino con quelle povere anime che non credono a niente…
- Ma va? Proprio quello? O cavolo, mi dispiace; in fondo, fra tanti cornuti, in fondo una povera brava persona…
- Ah, guarda: tutto si poteva dire di lui, tranne che non fosse una brava persona…
- Allora non proprio tutto
- Come?
- No, dicevo, racconta, racconta
- Sì, raccontavo che un uomo così importante, colto, e pure bello, perché bisogna dire che - anche se ripudiava le donne - era anche un gran bell’uomo…
- Gli sarà servito a poco esserlo
- Eh?
- …Dicevi?
- E insomma, una bella persona, con un bel personale di bella presenza; vestito coi paramenti da ufista, le antenne, il solenoide a tracolla, quando mimava i bi-bip di Alpha Centauri… beh, lo stavi proprio a sentire inchiodato, era una parola di speranza!
- Pure se non ci credevi!
- Sììì! Perché lui, capisci, lui parlava a tutti!
- Ma guarda, addirittura.
- Te lo giuro, capisci; lui, vedi, era un sostenitore del dialogo!
- …Nientemeno che del dialogo
- Potessi mori’: proprio il dialogo! Perché lui, vedi, lui, parlava a tutti!
- Sì, me l’hai già detto…
- E quindi dialogava, capisci? Con tutti! Uno come lui!
- … Uno come lui: fenomenale. Mentre gli altri…
- Gli altri ufisti?
- Eh.
- No, che c’entra: gli altri ufisti son bravissimi, apertissimi, parlissimi con tutti pure loro…
- Allora son come lui
- No, vabbè, ora però…
- Be’, dico: se diciamo che lui era aperto con tutti, per dare senso a questa che è una valutazione bisogna avere un termine di confronto, allora diciamo che: “lui era aperto mentre gli altri son chiusi” oppure, se preferisci: “lui sì che amava il confronto e lo si capisce bene guardando come fanno quegli altri stronzi”… no?
- Ma cosa c’entrano gli altri: sto facendo un epitaffio!
- Ah, scusa, che ne sapevo, pensavo dialogassi…
- Ma certo che dialogassimo, è per questo che parliamo!
- Ah.
- ...Eh, tu non capisci bene il dialogo; lui, vedi, era un maestro del dialogo
- …Perciò era pronto a mettere in discussione le proprie convinzioni a seconda dello sviluppo del dialogo; non l’avrei detto, interessante… però le antenne non se l’è mai tolte, e anche il solenoide… sai che io queste cose l’ho sempre trovate un po’…
- Ma cosa stai dicendo?... “Mettere in discussione le proprie convinzioni”?
- Beh, l’ha detto tu che dialogava!
- Massì, ma come poteva mettere in discussione nientemeno che la Grande Astronave, il Contatto di Terzo Tipo con l’Ufo che scende la scalettina, accende il ditone e ti dà la Somma Coscienza del Cosmo! Sarebbe una bestemmia!
- Non metteva niente in discussione. Ma allora che dialogo è?
- È il dialogo che tu lo stai a sentire e poi ti mostri convinto, e se non ti senti convinto fai lo stesso quello che si è convinto perché così mostri rispetto per chi ti ha fatto l’onore di voler dialogare con te!
- Ma questo non si chiama mica dialogo!
- Vorrai mica sapere meglio tu, miserabile profano esecrando, cos’è il dialogo, tu che vaghi nelle nebbie dello spirito ignaro, tu che bussi sulla dura pietra cercando alloggio, tu che solo resti senza udire sopra te il rombo del Grande UFO!
- Calmati, sei tutto rosso, sembri un marziano… volevo solo dire che se uno vuol sempre avere ragione allora non sta dialogando, sta facendo un monologo con qualche interruzione pubblicitaria della sua ditta; gli ufisti a me fanno un po’ tenerezza con quella loro candida presunzione; mi fan pensare: sai cos’è, brutta cosa l’ignoranza.
- (guardandolo con compatimento): Guarda, io ti capisco: non sei stato illuminato dalla Coscienza del Cosmo, povero te, ma non devi disperare...
- Io sto benissimo.
- …Non devi disperare perché, pur se non c’è più una figura come quella del Secondo Consigliere degli ufisti, che era così aperto, accogliente e parlava con tutti…
- …Mi dovrò trovare a confronto con gente chiusa e torva che non vuole parlare con nessuno
- E dàgli! No! Troverai menti aperte al confronto che, pur avendo sempre ragione, accetteranno di starti perfino a sentire e poi ti convinceranno che hanno ragione loro e tu andrai in pace come un ufista che ha nel cuore soltanto il Grande UFO! Ma come fai a non capire?
- Insomma troverò altri uguali a lui, che dunque non era così speciale. E se non mi convinceranno?
- (accarezzandogli la testa commosso) – …Ti convinceranno.
- Fermo con le mani… se non mi convinceranno, me li toglierò di torno?
- Mai.
- Lo sapevo che finiva così.

politica interna
7 ottobre 2013
Ahil'italia

Scrissi questo sfottimento alcuni anni fa, ad un amico teatrante. Lo ripropongo qui - con qualche edulcorazione - per la sua tenuta cronachistica mutatis mutandis, visti i tempi.
"Fantozzi" è Augusto Fantozzi, più volte Ministro e, in quel periodo, commissario straordinario (a parole) per l'Alitalia.


Buongiorno, vi parla il Comandante. Prego i Signori Passeggeri di allacciare le cinture e rimanere ai posti assegnati: stiamo attraversando una zona di turbolenze che sarà causa di qualche instabilità. Il personale di volo è a vostra disposizione per istruzioni e richieste; buon proseguimento di viaggio con... boh, mi pare sia ancora "Alitalia".


- Il Personale di Volo
: - E' ORA! E' ORA! CONTIAM COME 'NA SUORA! ADESSO! O MAI! MANDIAMO IN CUL LA CAI!
- Epifani (al pilota): - un po' più a sinistra.
- Comandante: - ma che lo dice a me? Lo dica a Colaninno!...
- Epifani (a Colaninno): - un po' più a sinistra.
- Colaninno: - togliti di mezzo, babbeo.
- Epifani (ad una hostess): - un po' più a sinistra.
- Hostess: - uffa, questo!
- Colaninno (con le mani sui fianchi e le gambe larghe): - come sapete, sono di sinistra; mio figlio, quel bamba, è ministro ombra di non so che cosa; firmate questo pacco sennò morite di stenti, miserabili chauffeur. Viva Lenin, viva Stalin, viva Mao-Tzè-Tùng. (esce)
- Il Personale di Volo: - VOLARE! OHO'! ADESSO NON SI PUO'! CI MANCA! IL QUATTRINO! MALGRADO IL COLANINO!
- Fantozzi: - buoni, buoni, ho aperto un tavolo di trattative.
- Il Personale di Volo: - CON CHI?
- Fantozzi: - no, così, per parlare.
- Veltroni: - si dice "così, per parlare" mica "no, così per parlare"; non bisogna mai dire “no”
- Fantozzi: - l'hai detto!
- Veltroni: - Madonna santa! Devo andare a confessarmi! (esce)
- Colaninno (rientra buttando in terra Veltroni): - allora, firmato?
- Il Personale di Volo: - PADRONE! SEI PAZZO! FIRMIAMO QUESTO CAZZO! (gesto) VIAGGIATE! SUL MULO! L'AEREO L'HAI NEL CULO!
- Colaninno (a Veltroni): - cosa fai in terra, cretino? Vammi a prendere quel sindacalista, Epifanio lì; ha firmato o no?
- Veltroni: - no.
- Fantozzi: - hai detto no!
- Veltroni: - oh Maria Vergine! Mi verrà l'herpes!
- Epifani (entra parlando da solo): - un po' più a sinistra, appena appena a sinistra.
- Colaninno (a Epifani): - tieni, firma qua.
- Epifani: - qui a sinistra?
- Colaninno: - dove cazzo ti pare
- Il Personale di Volo: - NON FARLO! EPIFANI! O TI SPACCHIAM LE MANI!
- (entra Berlusconi) Berlusconi: - ehilà, che belle acconciature, che belle divise, che bella giornata, la sapete quella del pizzaiolo che non voleva pagare il pizzo?
- Veltroni (a Colaninno): - però è simpatico, vero?
- Colaninno: - sì, sì, è simpatico. Fai firmare questi pezzenti, sbrigati.
- Berlusconi: - uehilà, il Cola! Problemii? La sai quella dell'imprenditore che imprende per il culo?
- Colaninno: - sì, sì, la so. Quei pirla qua, cos'è che bisogna fare, che io c'ho mica il tempo da perdere, che poi m'han detto che siamo anche avversari politici; il grano che mi hai detto, qui, dov'è?
- Berlusconi (al Personale di Volo): - ragazzi, insomma, cos'è che volete; la sapete quella dell'uomo d'affari che mangia i fagioli e vola senza l'aereoplano?
- Il Personale di Volo: - VOGLIAM! GARANZIE! LE SUE LE TUE E LE MIE! SE ANCHE! CI PREGA! A NOI FREGA…
- Berlusconi: - …una sega, ho capito: Letta!
- Letta (entra strisciando, in costume da serpente e parrucca biondissima): - zì, padvone, hiss... dimmi cosa vuoi che faccia.
- Berlusconi: - Letta, pensaci tu. (esce)
- Letta: - zì, padvone, tutto quello che vuoi padvone! (bacia in terra dove è passato Berlusconi)
- Il Personale di Volo (sgomento): - ma che, abbiamo a che fare con questo qui?
- Fantozzi: - ih! Ih! Ih!...
- Epifani: - lei è a sinistra?
- Letta (sibilando): - come vuoi tu, Guglielmo
- Epifani: - allora vado a destra. (esce)
- Veltroni: - non bisogna pregiudizialmente avere pregiudizi che pregiudichino il pre… (vede Letta) ah, mio Dio! (fugge)
- Il Personale di Volo (agitatissimi): - dove dobbiamo firmare?
- Letta: - qui, faccio io da tavolino
- Il Personale di Volo (lamentandosi confusamente): - pietà, perché, no, no…. (firmano e svengono)
- Colaninno: - allora, firmato?
- Letta (consegnandogli i documenti): - ecco, possente amico del Padrone!
- Colaninno: - bravo Letta; farai impressione, ma sei bravo. Adesso togliti dai coglioni, e voi aprite le finestre. (dà un calcio a Letta e lo butta fuori. Colaninno esce da un'altra parte)

(da fuori, voci sfumando di Berlusconi e Colaninno)

- Berlusconi
: - alura, Cola? Te quando ci hai un problemino chiami il Berlusca e lui ci pensa lui, hai capìto?
- Colaninno: - ce n’ho sempre così, di rogne, io.
- Berlusconi: - nessun problema! Ce lo diciamo al Mànghi
- Colaninno: - ma è mica morto?
- Berlusconi: - ma dàài!... te, ci credi al babbo natale?
- Colaninno: - ah! Ah! Ah! È vero, sei simpatico.
- Berlusconi: - ah! Ah! Ah!... Vieni, Cola, vieni col Berlusca.

In scena: il Personale di Volo, a terra.

politica interna
2 ottobre 2013
Fuori dal vaso

Proseguono le consultazioni alla Camera per il voto di fiducia al Governo in carica; numerosi applausi hanno sottolineato l'intervento del parlamentare della Lega quando egli ha enumerato le cifre della crisi, abilmente riconducendole alla responsabilità del Governo; altre manifestazioni concordi erompevano dai banchi della compagine di destra all'indirizzo dell'oratore, non appena egli denunciava il fallimento del Governo nella prevenzione della immigrazione clandestina e nella repressione della criminalità. Quando il brillante deputato leghista ha però segnalato come una previsione di amnistia o di indulto avrebbe avuto effetto pernicioso sulla società e si sarebbe configurata come una iniqua concessione al crimine perché, testualmente: "i criminali, Signor Presidente, devono stare dentro, non fuori", non appena espressosi in modo così convincente egli, con un mormorio strozzato, si è accasciato sul banco, restandovi esanime.
Il Presidente della seduta ha poi disposto l'immediato ritiro di tutte le cerbottane al curaro dai banchi della destra.
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