.
Annunci online

 

satira, un punto di vista un po' storto
politica interna
20 marzo 2013
Ma che legittima scocciatura

           

Ragazzi, questa del "legittimo impedimento" è proprio forte. Io per "legittimo impedimento" immaginavo ingenuamente il caso in cui uno, recandosi al processo, venisse arrotato da un tram che gli portava via le gambe (o le braccia, se preferite) e, trasportato d'urgenza al nosocomio, da lì si giustificasse con un filo di voce: "Signor Giudice... glielo giuro, verrei, ma ho un legittimo amputamento... impedimento, mi scusi".
Oppure ecco il reo, durante il viaggio verso il tribunale, venire catturato come ostaggio da rapinatori inseguiti dalla polizia; in questo frangente vedevo il Nostro trascinato per il coppino, pistola alla nuca, arrabattarsi col cellulare: "avvocato, lo dica lei al giudice, vengo appena posso, se non mi sparano...".
O, sempre per dir fantasie legittime, mi figuravo l'imputato colto improvvisamente da un bel vuoto di memoria: "chi sono? San Gervasio?" - "no, sei un delinquente" - "io? un delinquente?! Oh no, no!" -  (piange e s'impicca per il disonore, ne consegue che - legittimamente - non si presenta in aula).

Ecco qua. Che dite, avrei dovuto studiar legge, eh, invece di dar prova di tanta ignoranza. Da ignorantone qual ero, oggi ho capito che il "legittimo impedimento" è:
- "l'aspettiamo al processo"

- "se volete, state lì e aspettate, tanto io non vengo"

- "perché?"

- "perché c'ho da fare i cavoli miei"

- "oh certo, ci scusi tanto, riveriamo".

 

Accidenti, com'è affascinante, la giurisprudenza.

politica interna
12 marzo 2013
'N'artra poesìa (ormai c'ho preso gusto)


Chissà come m'è venuta, ci si chiederà; ebbene: noi "poeti", sapete, siamo ispirati dalle muse; che cacchio sono le muse? Probabilmente gli spiriti che tentano di lenire l'incazzatura. Ma non ci riescono.

 

Il ladro che non vede via d'uscita

e sente dappresso il fiato degli agenti

piagne da vittima, oppure parimenti

frigna che lui è malato e la sua vita

 

sta per finir tra orrendi patimenti;

"vedete" - egli strilla - "il mal mi trita,

ma i miei nemici m'odiano lo stesso

perché son bello e ricco, e pure adesso

 

che son così cagionevole e che piango,

mi schizzano di merda, ingiurie e fango.

Sono cattivi, loro, e anche i dottori

che dicono che invece sto benone:

 

vi par che mentirei, a voi, eh, lettori?

Credete che un cavaliere, io, un leone,

avrebbe così poca dignità

da rintanarsi, come un sorcio, qua?

 

Se io qua sto, ci sto perché malato

e se qualcuno dice che è bugìa

quella è la prova di quanto è brutto, spia,

porco, bugiardo, stronzo e scornacchiato!

 

Io mai ho mentito, e manco ho mai delitto,

perché rispetto la legge, Dio e le donne,

se ora sto inguattato tra le fronne

è solo per guarire, poi ben dritto

 

arrivo, e sbaraglio la canaglia

che abbaia tanto invano, e che si sbaglia".

 

Così parla il ladro, nascosto nel suo buco

e tanto è triste, con tal misere gesta

che quasi ci compassiona, fosse bruco

che invece di schiacciarlo, lo si pesta.

 

 

sfoglia
febbraio        aprile
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
Feed
blog letto 1 volte