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satira, un punto di vista un po' storto
letteratura
27 gennaio 2014
Pensieri di provincia

Meno male che l’Italia è in ripresa, l’ha detto Letta.
Invece da noi piove. Non dico tanto da fare il mare, ma delle belle pozzanghere ci sono anche qua. Infatti la mia donna s'è arrabbiata perché gli ho infangato casa (questa era la notizia del giorno), mi s'è bagnato il cane e l'ho asciugato. Poi gli ho dato da mangiare. Ha mangiato, e adesso dorme. Ecco qua.
Sì, non succedono molte cose memorabili dalle mie parti e allora ci contentiamo di poco, senza piroscafi, senza la spiaggia; la sabbia sì, quella ce l'ho perché mi serve per fare il calcestruzzo, che quando lo vedi impastare sembra vomito, però poi ci vai dentro ad abitare e questo ti fa pensare sul senso della vita.
Pure alle banche piace il calcestruzzo; metti che vai a chiedere un mutuo o un finanziamento: subito la banca ti fa: "lei ha del vomito, voglio dire del calcestruzzo?" se ce l'hai, bene, ti danno il tuo finanziamento e si tengono in pegno il tuo calcestruzzo finché non gli rivomiti tutti i soldi che ti hanno dato, con un bell'interesse (sennò come farebbero ad avere le sedi nel centro storico, ti pare) e se non ce l'hai, puoi pure vomitargli l'anima lì, ma un euro non te lo danno manco a crepare.
In compenso il nostro bel Governo mi pare li abbia esentati dal pagamento IMU; 'sta notizia mi rende perplesso: intanto, 'cazzo è IMU, cosa vuol dire, e poi sarà forse che la banca non la paga perché mica gestisce soldi suoi, ma di altri, e allora a pagare le tasse mie coi soldi tuoi sarebbero buoni tutti?
E in fondo è meglio così, almeno qualcuno che sta bene c’è anche da noi. Le banche stanno bene, anche perché non scuciono più una lira né di IMU né di i mutui. Ma è giusto: può mica dare in giro i soldi che non sono suoi, no? Metti che io ti dico: “tienimi qui ‘sti dieci euro”; poi arrivo e ti dico: “i miei dieci euro?...” e tu: “li ho dati a Stefano”. Ma sei scemo?
Le banche, son mica sceme.
Infatti per il mio finanziamento che la banca mi ha dato tempo fa, non ho mai saputo chi ringraziare. Chissà di chi erano quei soldi. L'ho chiesto, alla banca, ma fanno finta di non capire; eppure io volevo almeno mandare un panettone con un biglietto alla famiglia-tipo, la famiglia Brambilla che me li ha dati; a me servivano, e di sicuro, prima di darmeli, la banca gli avrà chiesto il permesso, no? Sarà successo così:

- La banca: - buongiorno signor Brambilla, senta un po': qua c'è uno che ha bisogno di soldi. Siete disposti a fargli un finanziamento a cinque anni?
- Brambilla: - mmm... ma è una persona fidata?
- La banca: - mah, noi la mano sul fuoco non la mettiamo per nessuno, figurarsi, però lavora questo qua, sembra un buon cristo, ha pure adottato un cane randagio.
- Brambilla: - ah, be'... aspetti che ne parlo con mia moglie... (pausa, bisbiglii) ...sì guardi, signora banca, mia moglie aveva un cane dieci anni fa che era una cosa... gli mancava solo la scrittura perché poverino era disgrafico, ma era così intelligente, sapesse, parlava persino; una volta le ha detto...
- La banca: - ehm, sì certo signor Brambilla, mi scusi ma poi un giorno la vengo a trovare e mi racconta bene questa storia: ora dovrei completare la pratica e se potesse darmi la risposta gliene sarei proprio grato, eh?
- Brambilla: - oh certo, scusi sa, noi stiamo sempre in casa e allora quando si possono fare due parole... vabè, dai, la cosa del cane ci ha commosso, poverino, lo facciamo per lui, così il suo cliente gli può comprare la pappa... lo sa che una volta...
- La banca: - grazie mille signor Brambilla saluti alla signora! (clic)

Ecco. Mi sono commosso anch'io. Chissà dove abitano quei bravi vecchietti; ma anche da voi le banche non dicono niente su chi è che gli dà i soldi per le imprese? Fanno male, secondo me: sai come fa bene un semplice "grazie" alla gente semplice, quella che mette i soldi in banca insomma?

Si potrebbe fare una raccolta firme, per questo. E’ bella, la raccolta firme: è come la raccolta – che so – dei tappi di bottiglia; serve a un cazzo, ma intanto la fai, così, tanto che ti costa. Vale quanto una preghiera, e perciò qualcosa vale. Per chi vuole fare il Papa, ad esempio, vale sì.
E per noialtri, vabè, basta il sole.


politica interna
19 gennaio 2014
Piesse


C'era una vecchia trasmissione di Arbore che si chiamava "Indietro Tutta". Tra le sue mille scenette divertenti, ricordo il tormentone goliardico del "piesse", consistente in una interferenza radio che avveniva ogni qual volta i conduttori Arbore e Frassica dicevano la parola "piesse" ed evocavano così involontariamente  un dialogo tra volanti della polizia impegnate in deliranti operazioni di servizio: 
- "volante uno a volante due, volante uno a volante due, stiamo inseguendo un toro sulla via Nomentana..."
Arbore allora tentava di avvisare i poliziotti che le loro comunicazioni stavano interferendo con una trasmissione RAI, ma questi lo appellavano così:
- "maresciallo, il toro è fermo sotto l'Esquilino e piange. Cosa dobbiamo fare?"
Nessuno sforzo dei conduttori riusciva a fare intendere agli agenti l'equivoco, ragion per cui Arbore si rassegnava al ruolo del "maresciallo" e cercava di dar consigli alle volanti, affrontando di volta in volta i più strani casi che si possano immaginare dopo adeguata droga. E la trasmissione non andava più avanti.

Cambiate mutande, è più o meno quello che succede col piddì; piddì invece che piesse, ma è lo stesso. Ogni volta che berlusconi pare morire, trac: "piddì"! - e la trasmissione non va avanti più.
Adesso è rrènzi, a trovarsi in "profonda sintonìa" con un truffatore pluripregiudicato contiguo a mafiosi e forse corruttore di minori.

E bravo rrènzi, bravo: profonda sintonìa, ragazzi, con quello, il piddì. 
Chi altri con chi altro, d'altronde? - direbbe un politologo, o un criminologo, ormai laurea unica.

Salve, o famosa base; mi spiegheresti ora la differenza tra "appartenente alla base" e "basista"?


SOCIETA'
8 gennaio 2014
E costa solo un Euro e trenta

Patromammonimici

Dunque c’è un’altra ragione per essere bacchettati dall’Europa: nella nostra carta d’identità noi non teniamo conto del nome della mamma; ‘st’Europa, veh, cosa ti va a trovare pur di rimproverarci un po'.
Perché l’Europa, lei sì, considera paritari i diritti e dunque, lì in Europa, se Hans Müller sposa Louise Dupont, il loro figlio si chiamerà Kurt (mettiamo) Müller-Dupont, perché il nome della mamma deve essere citato al pari di quello del padre.
Così, un bel giorno, il giovane Kurt incontrerà la bella Angela Rossi-Smith, anche lei incoronata di entrambi i nomi dei genitori, ed insieme avranno un ottimo bambino che chiameranno Efrem (per esempio) Müller-Dupont-Rossi-Smith. Questi, una volta abbastanza maturo, conoscerà la dolce Martine Lyson-Willer-Von Wederer-Kaulakis ed essi convoleranno a nozze, allietate l’anno successivo dalla nascita di una bellissima bambina che i genitori felici vorranno chiamare, in modo beneaugurante, Fortune Müller-Dupont-Rossi-Smith-Lyson-Willer-Von Wederer-Kaulakis. Manco a dirlo, proprio in quei giorni in un villaggio dell’Assia emetterà il primo dei suoi molti sospiri il piccolo e multicolore Rinald Schwiren-Bolt-Lobster-Sahad-Popov-Ramayullah-Barijuk-Caputo, che un giorno impalmerà Fortune Müller-Dupont-Rossi-Smith-Lyson-Willer-Von Wederer-Kaulakis .
Ma, per fortuna di chi non è ancora nato, quel giorno è lontano tanto che si potrebbe pure ripensarci.

(in realtà la Corte Europea vuole rendere possibile assegnare al nuovo nato il solo nome della madre, ma a me piaceva farlo strano, così)


Far girare i soldi

Gli insegnanti hanno percepito scatti di stipendio indebitamente. Come “indebitamente”? Hanno truffato il Ministero dell’Istruzione? Se li sono fregati nottetempo? Hanno retrodatato con la biro il proprio diploma di laurea? Si son finti vecchi? – no: quegli aumenti glieli aveva destinati il Governo, questo qua. Però poi l’altra mattina, facendosi la barba, si è detto, il Governo: “ma che cacchio, dei soldi a quelli là? Ma chi ha fatto ‘sta scemenza? Ora ci ripenso io” – e ci ha ripensato.
Così adesso che sono invecchiati davvero, gli insegnanti quei soldi li devono restituire. 150 Euri al mese, lemme lemme. Certo, c’è sempre il caso che il Governo, mentre è dal barbiere, improvvisamente dica: “ma che cacchio, restituiscono i soldi che gli abbiamo dato prima? Ma perché, chi ha pensato ‘sta scemenza? Ora ci riripenso io”.
E passa qua, e passa là 'sti soldi, a un certo punto arriva uno in motorino e…


Problemi dell’infanta

In Ispagna c’è una povera bimba nei guai con la iustìzia; si chiama Infanta e l’accusano di essersi profittata della carta di credito del papà, un tizio che – poveretto – fa il re dalla mattina alla sera, da anni. L’Infanta si era comperata delle cosine, pensando che i soldini lì fossero i suoi, ma poverina: infantile com’è, non si era resa conto che il credito di papà si basava sulle forme, più che sulle sostanze. E ora son tutti arrabbiati con lei e col papà, e parlano pure di scoronarli e magari di fargli fare anche una bella corsa a Pamplona.
Che dire: ragioni piccine a parte, meglio tardi che mai.


I nemici della Brianza

I brianzoli sono arrabbiatissimi.
Coi leghisti che li hanno governati per anni, parlando di onestà del Nord, insieme a colui che loro stessi chiamavano “il mafioso di Arcore”? Con berlusconi, che c’ha l’accento locale ma è così pappa e ciccia coi siciliani, quelli, da ricordare forzatamente – ad un leghista – la scenetta di Aldo Giovanni Giacomo e la prova della cadrega? Con chi seguita metronomicamente a smerdare il Lambro? Con chi se ne fotte del “più grande parco cittadino d’Europa” e ci ha messo dentro addirittura una pista di macchinine (per il popolaccio) ed un campo da golf immenso (per il popoletto)? – nonnò, col regista Virzì.
Chi?
Il regista Virzì, Paolo Virzì, il regista cinematografico.
Che ha fatto, questo regista?
Ha fatto un film che voleva ambientare nel Connecticut, ma poi si è detto: perché andare fino nel Connecticut quando c’è tante schifezze pure qua? – e lo ha ambientato in Brianza. E la Brianza si è offesa, gli ha detto: “hai preso soldi dal Ministero, per fare il film; se ci offendi, restituiscili perché sono anche nostri!” – E qui si capisce che Virzì ha ragione a prescindere. Perché la Brianza ragiona a culo, e chi ragiona a culo ha sempre, sempre torto.
Infatti, quando uno paga le tasse (trattandosi di Brianza, forse è più giusto dire “se”) non ha più la proprietà di quel denaro; non sono più soldi “suoi”, anzi: non lo sono mai stati. Sono i soldi delle tasse. Ed i finanziamenti non sono decisi da chi quel contributo è obbligato a darlo, bensì da quei rappresentanti politici che proprio la Brianza ha scelto da decenni. Io invece, che non li ho mai scelti, nel mio piccolo mi potrei incazzare, però non lo faccio perché sarò anche brianzolo, ma capisco che quando non è prevista una regola di censura preventiva (ti do i soldi solo se non offendi la Brianza), non ci si può incazzare a posteriori (mi hai fatto gol e allora porto via il pallone) e perché altro è un'offesa ed altro è un parere. A Virzì la Brianza ricorda il Connecticut? Bene: sarà problema del Connecticut, che c’entro io, che sono una persona per bene.
No?


No ai buffoni

Il comico francese Dieudonné è un uomo di pelle scura che ce l’ha con gli ebrei ed i suoi spettacoli sono accusati di negazionismo. Ora, in Francia, Hollande vuole fermare gli spettacoli di questo Dieudonné, con la ragione che “turbano l’ordine pubblico”. Esagerato. Si sapeva che il negazionismo è roba da buffoni.


La roulette, russa

L’IMU, c’era l’IMU, poi la STASI, la ZINZA, la BUBBA, la SGRUNZA; ora è tornata l’IMU. Però piccola. La miniIMU, e si paga.
Si paga?
Si paga.
Sicuri?
Sì.
Davvero, stavolta?
Sissì.
E paghiamola, che ce la leviamo di torno.


Una volta c’era la passione

E ora, la notizia che conta poco: rènzi e berlusconi si incontreranno. Ma il segretariuccio del piddì ha preventivamente berciato a tutta pagina: “niente diktat! Il Governo va avanti fino al 2015!”
Hai visto com’è cambiato, il ragazzo, da quando, per incontrare berlusconi, lo faceva di nascosto, quatto quatto.



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