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satira, un punto di vista un po' storto
LAVORO
26 novembre 2014
Seriamente

- Ammettiamo pure che io sia un imprenditore onesto.
- Ammettiamo.
- E cioè che paga le tasse, per dire.
- …Che paga?
- Le tasse. Quella spesa lì, ciclica, un costo dell’impresa, il… vabbè, ammettiamo
- E ammettiamo.
- Dice: sono un imprenditore con meno di tot dipendenti, se qualcuno mi fa girare le balle ci dò un calcio in culo lo butto fuori.
- Fuori dall’impresa.
- No, proprio fuori dalla vita; quello lì, col cazzo che trova un altro lavoro. Fa bene a rigar dritto, fa, che a farle girare a me ci vuole niente. Ad esempio, io esigo solo dipendenti con la cravatta a pallini.
- Perché? 
- Non lo so, è un pallino. Mi piace così.
- Ognuno ci abbiamo i suoi difetti.
- Appunto; e siccome che qua comando me, non si chiamano difetti, ma direttive.
- Insomma fai un po’ quello che ti pare con la lingua, come Gadda.
- Il petroliere?
- …Sì, il petroliere. Mi stavi dicendo delle direttive.
- Ecco, quelle. Ora, mi spieghi perché il povero Brambilla, che cià due dipendenti più di me non deve poter avere in testa le direttive che vuole a causa di una legge vessatoria contra brambillam?
- Dici l’articolo 18.
- Diciotto, diciannove… sono tutti uguali, è tutto un magna-magna… e comunque, lui, il giorno che gli gira di sbattere fuori uno perché porta, per esempio, il farfallino, non può. Ma dico: non può. Ohé, ma qua chi è che comanda? Io o l’articolo diciannove?
- Diciotto.
- Quel che l'è. E cosa ha fatto quest’articolo qui per l’azienda? Chi è che paga gli stipendi? E i contributi?
- Ma non c’hai tutti in contratto atipico?
- Vabbè, ma per dire!
- Ah, per dire.
- E siccome che io so che cosa che è la legge dove davanti gli siamo tutti uguali, come la mettiamo col Brambilla?
- Quindi secondo te, il problema era il Brambilla
- E’ ovvio che il problema è il Brambilla! Qua non si vuole far crescere le aziende perché appena una azienda cresce, trac, diventi il Brambilla e non comandi più un’ostia!
- Perché non puoi cacciar fuori quelli col cravattino
- O quelle che se la tirano, che scambiano l’azienda per il reparto maternità, e pure quelli che credono che l’ufficio sia il parlamento: qua si lavora! Non si parla di politica, di diritti e di stortati! T’è capi’?
- Quindi ora sei contento che puoi assumere due nuovi lavoratori senza rischio di essere il Brambilla
- Di fare cosa?…
- Be’, hai detto che il problema della crescita aziendale stava nell’articolo 18, ora non c’è più l’articolo 18, dunque puoi crescere quanto ti pare restando padrone dei tuoi pallini, perciò assumerai dipendenti e ne riassumerai e via via così fino a dar lavoro a tutt il Mondo, no?
- Te sei sciémo.
- Ma l’hai detto tu!
- No, te sei pròpio sciémo. Guarda il labiale: io-ho-detto-che-qua-comando-io-e-faccio-quello-che-mi-gira-a-me, punto e basta. Il lavoro è un’altra cosa.
- Fammi capire: non c’entra il lavoro, con l’articolo 18?
- Dio bono. Ma da che montagna vieni? Per far girare le macchine credi che mi basti buttar fuori un pirla col cravattino? Ma lo sai che quella roba qua che faccio io la vendo solo fino ad Abbiategrasso, perché già a Trecate la comprano dalla Romania al trenta per cento in meno? E che appena se ne accorgono anche ad Abbiategrasso arriverò massimo a Trezzano sul Naviglio? Ué, sveglia, nàni! Io sto mettendo da parte quattro spiccioli e tra un po’ chiudo e me ne vado, sai; chi è che sta qua a fare il mercato per i barboni, no, dico; un annetto e te la saluto, la Patria! Ci stai qua te a giocare coll’articolo quindici!
- Diciotto.
- Ecco bravo, diciotto.

politica interna
19 novembre 2014
Polvere di stellette

Mo', che ogni giorno si parli di 'sta Pinotti ministro perché ha dirottato dai suoi impegni un aereoplanino soldato e s'è fatta portare a cavoli suoi, mentre intanto qua si governa insieme ad un truffatore plurinquisito e collegato a sentenziati per mafia, par troppo pure a me che non distinguo molto bene tra ministro e ministro.
Ma certo sembra evidente come un tizio (tizia), diventato ministro (ma anche consigliere della polisportiva) si reputi "titolare" e non "tenutario" delle cose che gli si danno in gestione, e ci faccia quel cazzo che glie ne aggrada.
Come mai? Questione di educazione, temo. Da piccoli, s'impara; poi, è un casino. E allora che si può fare, adesso?
Non lo so. Morire servitori, forse.


Ministro della Difesa (tacchi a spillo e tailleur, sul campo di battaglia): - che frastuono!
Colonnello (tenuta mimetica, anfibi ed elmetto, sparando revolverate contro il nemico)perdoni, Signora Ministro… ancora un attimo di pazienza ed approntiamo subito il suo trasferimento al party della contessa Nanni… ATTENZIONE, SHRAPNEL! (enorme esplosione)
Ministro della Difesa: uff, mi sono schizzata di budella altrui! Proprio sul tailleur appena comprato!
Colonnello (ferito a morte, budella in mano): …sono davvero costernato, Signora ministr… ugh… (muore)
Ministro della Difesa (tono seccato): sì, ma non è che adesso qui ognuno muore quando gli pare, eh! Io devo as-so-lu-ta-men-te arrivare dalla Nanni alle otto, voglio mica far figure! Colonnello, sto dicendo a lei, sa? Faccia ben qualcosa, insomma!
Colonnello (risorgendo faticosamente): hep… comandi!… agh… chiedo umilmente scusa… un momento di assenza, sa, ero appena morto e…
Ministro della Difesa: e almeno si abbottoni la pancia; non vede che cola da tutte le parti? Ma che impressione, dico io; un po’ di maniera!…
Colonnello: Signorasì, Signora!… ecco, mi cucio… ahia… ecco fatto; ai suoi comandi, Signora Ministro! Dalla Nanni alle otto! (forti esplosioni, grida multiple; arriva un militare barcollando concitato)
Militare: Signor Colonnello, il fronte est ha ceduto! Il nemico sta dilagando verso le seconde linee! La settima compagnia è distrutta! La nona…
Colonnello: Capitano, non lo dica a me: io sono morto cinque minuti fa e adesso ho da fare qui col Ministro…
Capitano: se è per questo, anch’io
Colonnello: anche lei ha da fare col Ministro?
Capitano: Signornò: anche io sono appena morto.
Ministro della Difesa: queste non son certo buone ragioni per starsene lì con le mani sulle budella, signori; la Nanni mi aspetta e non vogliamo certo far aspettare la Nanni, vero? Allora, questo carrarmato?
Colonnello: un carrarmato per la Signora Ministro, subito!
Capitano (ripetendo da cameriere): un carrarmato alla Ministra, arrivaa!… Sergente!
Sergente (con la testa sottobraccio): Signore, con il suo permesso sarei morto e…
Capitano: e non vorrà marcar visita di fronte al Ministro, vero? Vada a prendere una colonna di carri armati e due battaglioni per la scorta: destinazione il party della contessa Nanni, forza!
Sergente: Signor Capitano: i carri ed i due battaglioni sono impegnati sulla seconda linea di resistenza di fronte all’assalto nemico, è la nostra unica speranza di…
Ministro della Difesa (istericamente): coosaa?!… ma vi rendete conto?! E io cosa faccio, aspetto qui la fine della guerra? E alla Nanni cosa ci racconto, che stavo qui a giocare col nemico? Ma son cose da non credere!… vvòi-adèsso-mi-portàte-sùbito-a-prèndere-un-altro-vestìto, visto che questo il colonnello me l’ha conciato da non potersi guardare, e poi di corsa, dì-ccòrsa, dalla Nanni, capiitooo? Caapiitooo?!!
Sergente morto (alla radio da campo): parla il Sergente: dirottare su settore ovest i mezzi corazzati ed i due battaglioni di… sì lo so che sono morto… ordine del Colonnello… sì, sì è morto anche lui!… il Capitano? È morto! Qua siam tutti morti, l’unica in vita è il Ministro della Difesa, non so se mi sono spiegato…

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