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satira, un punto di vista un po' storto
25 agosto 2014
Bricconolage

Costruisci il sottomarino più famoso del mondo! 

Sempre si vede, in tivvù, un quarantenne maschio che, felice come un bimbo, monta su, pezzo pezzo, il suo modellino di qualcosa; la pubblicità del "costruisciti" è talmente frequente che si deve supporre funzioni: i maschi quarantenni, incuranti dei figli adolescenti, delle mogli iinnervosite e dell'aumento di bollette, si fiondano in edicola ad acquistare dispense incellofanate dove trovano il pezzettiello successivo. Poi si chiudono nella stanza dei bimbi, mentre questi dormono e, zitti e contenti come carbonari, fan su il modellino della prima locomotiva della Storia, corredata di vera carbonella per sbuffare un po' di fumo dal comignolo.
Che ne sarà - ci chiediamo noi piccini - di quei modelli, una volta terminati? Le casette che c'abbiamo consentono la disposizione di teche museali ove esporli tutti, o puramente la Signora di casa entro breve li afferra e li sfrange nel bidone (cosa che, bisogna dire, è provvidenziale per il fatto che libera spazio al proseguimento della passione)? 

È interessante la scelta del, come si dice, tàrghet da parte del pubblicitario: non un adolescente (che c'ha ben altro in testa, giustamente), non un vecchio sbambanato, che avrebbe sì buon tempo e poca testa, ma un gagliardo giovane uomo nel pieno del suo certame sociale, è l'obbiettivo del càstomer servis. Ma guarda, le cose che non sappiamo.

Ora però, cosa ti propòne il marcheting mènager? Un altro cazzo di modulo LEM in miniatura con miniatura di Armstrong e Dizzie Gillespie (per variare un po')?
Eh no: stavolta c'è un drone, un dronino vero con tanto di telecamera che si può sbignare finalmente quella studentessa di cacchioneso che ha preso casa qui davanti.
Be' questo sì che è un modellino da grandi, ci voleva tutti questi anni, benedetta d'agostini; questo me lo compro anch'io, dico ben.

politica interna
17 agosto 2014
Come funziona l'economia

Non essendo un economista, io l'avevo capito subito che gli ottant'euro del rénzo non avrebbero fatto ripartire i consumi. Gli economisti sono quelle figure che fossero medici, inizierebbero la visita dicendoti ahiahiahi, scriverebbero sulla ricetta che il paziente è sano come un totano, quindi si mostrerebbero indignati di aver perso tempo a visitare un cadavere, saluterebbero dicendo "curi quel raffreddore al ginocchio" e finalmente uscirebbero dalle palle raccomandando: "sieda sui fornelli e poi medichi l'ustione". Il sotto-segretario Del Rio è appunto medico.
Gli ottanta euro. Ma dico.
Voi non avete i soldi per pagare i mille debiti accumulati; arriva Pippo e vi regala ottanta euro. Un po' pochi, ma grazie. Sì, ma che fai, non li spendi? - dice Pippo.
Allora: intanto, sono miei, no? - quei soldini qui. E allora, cosa farne, vedo io. Vedrò. Sicuramente non mi piglio un televisore. Magari ci pago un po' dell'affitto arretrato, tanto per dirne una.
Ah, ma non corri subito all'ipermercato a far ripartire i consumi? 
Guarda, Pippo, tu dammi un lavoro da cristiani e poi, quando in due-tre anni avrò regolato le spese, se sarò riuscito a mettere qualcosa da parte e me ne sarà venuta voglia, magari farò qualche spesuccia. Funziona così, sai, l'economia.
Ah, funziona così, l'economia?


moda
8 agosto 2014
Studiate, studiate, ne vedrete delle belle

"La Sapienza" è una università; con un nome adeguato, direi. "Sapére", viene dal latino "sapére" che vuol dire "sapére" ed ecco la dimostrazione che repetita juvant, infatti l'università si chiama così.

Io, che non sono un'università, avevo già dato del mio ad essa in un vecchio commento sulle lauree ad honorem, ovvero a caso, e poiché non vorrei distribuire troppo giovamento, non mi ripeterò. Piuttosto, sono purtroppo costretto a rilevare come al comandante Schettino (quello, quello) non abbiano dato una laurea ad honorem, ma un semplice attestato di presenza - "atto dovuto", secondo la professoranza - per la sua mirabile comparsa nell'ateneo (sentite l'evocazione àulica: "...a-te-nèo...", uh, l'arcadia, ed in essa ego!...) dove Egli ha tenuto, per i futuri dottori, una lectio mirabilis su... non mi ricordo; è importante?
Certo che lo è; metti che io m'iscrivo a Mail (sarebbe a "Lettere", ma su internet si dice "Mail"), che mi fregherà di ascoltare un naufrago? C'ho già Salgari, per divertirmi assai. Diversamente, se son del ramo scientifico o filosofico, potrei essere alluzzato della possibilità di analizzare gli argomenti tecnici dell'esposizione: "polimorfismi e mimesi della giustificazione", "fenomenologia dell'opportunità", "etica dell'ossimoro". 
Se sono un ingegnere in fieri, potrei bearmi delle seguenti: "costruzione del calcolo direzionale 'modo mentulae canis' ", "imprevedibilità della deformazione strutturale nell'urto tra corpi solidi", "dinamica del corpo galleggiante provvisto di falla". Interessante poi, per uno statistico: "il problema della ricorsività nel tracciato come fonte di errore casuale". 
Avevate mai avuto, quelli tra voi che l'università l'han frequentata, una lezione così ricca di informazioni multidisciplinari? No. Non ce l'avevate. Eppure non son stati solo elogi, per questa iniziativa, sapete?
E' stata invece molto criticata la presenza di Capitan Scialuppa alla Sapienza; il Rettore Magnifico, raggiunto in vacanza dalla notizia che quel marinaro famoso stava tenendo concione nelle aulee sue, è sorto come Nettuno dai flutti ed ha provocato tempesta. E perché, grazia di dio? Il Professore che aveva invitato il marinaro, infatti s'è difeso (a mio avviso, giustamente) dicendo che Galileo definiva i Professori universitari "fiaschi vòti, boni per pisciarvi drento", e lui invece nelle sue lezioni voleva un esperto.
Quoto il Professore. (Ho imparato a dire "quoto" recentemente, grazie all'amico Marcoz) ed il Comandante Schettino, a cui va il mio plauso per il coraggio con il quale si mostra in giro, per il bronzo con cui riveste ogni sua comparsa ed anche per la straordinaria perizia ambulatoria con la quale, in quest'occasione, ha raggiunto l'Università senza finire lungo in terra nemmeno una volta.

All'Università, infine, riconosco, pieno di stupore reverente, la Sapienza. Non so in che, ma sfortunatamente io sono ignorante.

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