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Excusatio non petita

Ad esempio voi tornate a casa e scoprite che ve l’hanno svaligiata (non fate quei gestacci, via, è solo un esempio). Con tutta l’irritazione del caso, andate dai carabinieri –  ponendo molta attenzione alle scale – e fate regolare denuncia; non serve a un pìffero, ma è la tradizione.

Sapete che il ladro non verrà mai trovato e la vostra roba, che aveva valore per voi malgrado il suo valore oggettivo e blablabla, non la rivedrete più; vi disponete al lutto masticando recriminazioni come: “se fossi rientrato un giorno prima, lo dicevo che dovevo cambiare serratura, ah se li avessi trovati qui…” – mentre state facendo l’inventario delle carenze e delle giacenze (vi hanno lasciato beffardamente solo ciò che sembrava argento ma era tòlla), suonano alla porta.

È l’inquilino del primo piano, che così vi apostrofa:

- Senta un po’ lei: mi hanno detto che ha fatto denuncia ai carabinieri per un furto.

Forse leggermente sorpresi dal tono, ma troppo depressi per farvi attenzione, rispondete tristemente:

- Sì, purtroppo; guardi che roba: mi hanno aperto la casa, si sono portati via tutto, maledetti negri (questo lo dite se credete nell’amore) maledetti poveri emarginati vittime di una società capitalistica e sfruttatrice (questo lo dite se non ci credete). A questo punto, il vicino fa:

- E che c’entro io??!

Siete frastornati dall’accaduto, stanchi per reazione alla vostra rabbia impotente, vi duole la testa; alle parole del vicino restate un momento inebetiti e poi balbettate:

-    Come… cosa, che vuol dire, non ho capito

Il vicino s’arrabbia:

-    Ah, non ha capito! Le rubano in casa e lei va a fare denuncia ai carabinieri: ma allora lo dica che ce l’ha con me!

No, voi non ce l’avete affatto con lui, l’avete pure votato. Come rappresentante di condominio, dico. E l’avete salutato ogni volta che vi siete incontrati sulle scale. Sì, gira qualche voce su quel vicino; come abbia comprato una Ferrari con lo stipendio di operatore ecologico, se sia vero che si sia mostrato nudo alla postina (che poi ha dato di stomaco nell’androne), perché sia l’unico del quartiere ad avere sul terrazzo, invece dei gerani, piante carnivore. Ma se si dà ascolto a tutte le dicerie… ne girano tante, su tutti, sono tutti uguali, siamo tutti uguali, chi non ha qualche vizio, qualche lato poco commendevole… Voi siete sempre stati per l’indulgenza tollerante; poi siete battezzati. Con tono un po’ strascicato allora rispondete:

-    Senta, guardi: lei non c’entra nulla; io ho fatto denuncia ai carabinieri perché si fa così: furto-denuncia; è automatico, è un riflesso condizionato. Conosce Pavlov, il behaviorismo?

Ma il vicino, lui non se la beve:

-    A me lei non mi prende in giro! Cosa c’entrano i carabinieri! Le han rubato in casa? E che, son stato io? Ogni volta che rubano qualcosa c’è questa storia di far cercare i ladri dai poliziotti! Ma che vadano a dirigere il traffico, che ce n’è bisogno! Io sono una persona onesta, sa? Ho avuto un’educazione di prim’ordine! Sono laureato! Sono ricco di mio! Crede che abbia bisogno delle sue quattro carabattole? Lei mi fa ridere, guardi… un uomo come me: ma mi ha visto? Lo sa che io ho avuto attrici, fotomodelle, contesse circasse? E anche adesso, mi basta fare così! (schiocca le dita) – io ho amici influenti che badano ai miei lamenti, conosco avvocati, giudici, medici, astronauti, contesse circasse!

A questo punto la rabbia che vi aveva lasciato in balìa della spossatezza, torna con un certo vigore:

-    Ma che cavolo mi sta raccontando? Chi l’ha accusata di qualcosa? Cosa vuole? Cosa le salta in mente di venire ad aggredirmi in casa mia con i suoi deliri? Guardi, mi lasci in pace, sa, altrimenti mi viene il sospetto che lei c’entri veramente in qualche modo con questo furto!

Il vicino è paonazzo e grida:

-    Lei fa parte di quella gente che non ci lascia lavorare, lei è invidioso di me! Mi vuole rovinare con le sue denuncie fantasiose! Vuole che i carabinieri vengano a casa mia a scoprire chissà che! E mi accusino di furto e ricettazione! Magari anche per quella volta che hanno rubato gioielli per un peso complessivo di due etti e sessantasei grammi d’oro, mezzo carato di brillanti ed un carato complessivo in piccoli rubini in casa dell’inquilina del terzo piano! O per il furto in casa dell’ingegnere al pianterreno: due computer marca Samsung con sistema operativo Office Plus, tre stampanti HP D5460, un…

Ragazzi, e cosa ci voleva. Certo, la vita ci distrae, bisogna fronteggiare tutti i giorni un nugolo di problemi-zanzara che riescono a distoglierci dall’attenzione che dovremmo porre ai pericoli veri e propri. C’è chi finisce sotto gli autobus, con questo stato d’animo. Beh, attenzione. È vero che la Gazzetta dello Sport è il giornale più venduto, ma è anche vero che non è un giornale, come non lo è Il Giornale. Cosa c’entra col discorso del furto in casa? Boh, m’è venuta così.

Tornando al racconto:

-    Ma il ladro è lei! Telefono immediatamente alla polizia!

 

E finalmente.

Pubblicato il 23/7/2010 alle 10.44 nella rubrica Teatrino politico.

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