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In onore di Gambadilegno


Bradley Manning è il soldato, analista informatico in servizio in Iraq, che ha passato un numero incredibile (si dice, addirittura, 700.000) di documenti riservatissimi a Wikileaks, l'organizzazione di Assange che li ha resi di pubblica consultazione. Manco a dirlo, i documenti trattavano di delitti governativi. Per questo gesto, considerato dal Governo USA, tradimento, il soldato Manning si è beccato 35 anni di condanna alla galera, scampando i sessanta richiesti dall'Accusa e schivando pure la sempre presente, bella pena di morte, che è un classico della democrazia americana, come le cure ospedaliere a pagamento.

Ecco qua. Sì, ebbene, forse io sono un po' tardo, ma in questa storia non mi tornano le seguenti:

1) - Escludendo che la CIA, o comunque coloro che sono deputati alla protezione dei documenti riservatissimi, siano persone incapaci pure di riconoscersi allo specchio, come fa un soldatino di vent'anni, col suo computerino del menga, ad avere accesso ai documenti riservatissimi

2) - Se uno sbarbo di recluta, un najone appena messo lì a far la burba si piglia tutti i documenti riservatissimi che gli gira e se li porta dove gli pare, cosa può fare un Capitano dopo vent'anni che maneggia quello straordinario computerino del menga lì? Potremmo domandare a lui, se Dio esiste?

3) - E' evidente che i documenti riservatissimi non si trovano nella cartella "documenti riservatissimi" in bella vista sul desktop (sennò la prima parte del punto 1 è confutata inappellabilmente) e staranno magari invece nella cartella "discorsi presidenziali ultimi trecento anni" - che sarà difficile venga aperta mai; ma allora:

Ma allora, dico io, ma sacramento: possibile mai che uno come me, uomo ormai maturo, che legge e s'informa, che lavora nel "triangolo industriale" (a dir la verità, è così scaleno da farti venir tristezza) insomma io qua presente, che mi pare talvolta pure di esser furbo (accade, per esempio, quando capisco da solo dove ho messo i calzini) io che non sono un ragazzino, per giunta militare e che giochicchia col computer, ebbene: io non sia mai riuscito a scoprire manco uno, e dico uno, documento anche solo un pochetto riservato? No, dico: ma son cose che ti fanno sentire una cippa; e che, adesso il primo sbarbo che arriva - mettiamo - qua in ufficio mi dimostra, en passant, che con questo lavoro qui che faccio io in una settimana si fan miliardi? Ahò, e allora io che sono, cacca?

No. Ecco che si affaccia una limpida spiegazione del fenomeno; una spiegazione logica, quella che a me appare come l'unica possibile:

Bradley Manning è un genio. Non un genio così, proprio un genio spaziale, più figo di Alan Turing (che ci mise buon tempo a decifrare la macchina Enigma, e lo fece assieme ad altri), più diabolico di Tritemio (il quale faceva solo delle multiple inversioni, capirai), più fantasioso di Bartezzaghi.
Lui è Lex Luthor, è Fantomas, è Lucifero, è... è... il Veglio della Montagna, è... Goldfinger, è... è Gambadilegno!
Solo Gambadilegno poteva essere così straordinariamente abile da penetrare, come un bisturi le panze, i Sistemi di Sicurezza granitici e atomici della somma CIA, del Governo Americano (sono sugli attenti); perché io credo nella CIA, nel Governo Americano.

In everything we trust.


Pubblicato il 22/8/2013 alle 12.37 nella rubrica diario.

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