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Signora mia, dove andremo a finire




La Signora Boldrini è una bella donna.
E via, l’ho detto, e ho fatto il mio dovere di italiano. Appena vado all’estero poi, mi fingo francese e mi esprimo liberamente.
Sarà pure una bella donna eh, ma perdìo, quanto se la tira.
Mette su una faccina severa severa, ma severa severa che sembra la moglie del Padreterno; oppure la Gelmini dopo otto ore che si è svegliata (prima, continua a dormire). Alla Signora Boldrini (che è una bella donna, come si recita antifonicamente) manca solo l’alabarda spaziale per fare giustizia di tutti i cattivi. Che non sono mica i pregiudicati e pregiudicanti, mischiati a pochi intonsi dalla legge, che lei ha l’onore di presiedere, no certo: i cattivi sono quelli che dicono – per esempio – le parolacce.
Anche la mia Maestra elementare (la quale – posso dirlo? – non ricordava propriamente una bella donna, ma più il brigante Gasparone) la pensava così; guai a chi diceva le parolacce; se le dicevi nell’ora di Storia, era capace di chiamare i Francesi a farti guerra, come il Papa; o come Letta, che invece, più o meno per le stesse ragioni, chiama gli arabi. Fortuna che gli arabi parlano arabo, e non capiscono e forse per toglierselo di torno, gli danno pure dei soldi. La Boldrini, Letta e la mia Maestra sono un continuum (spero di aver messo tutte le u) del Pensiero Fondamentale, tipo:
- Vallanzasca era un (bandito assassino) fascinoso e scanzonato ragazzo dai begli occhi azzurri
-Onorevole, guardi che non si può entrare in Parlamento senza la (fedina penale immacolata) cravatta
(Sì è incostituzionale) ma l’ha detto il Presidente, ha capito? Il Pre-si-den-te!!
- Oh, che piacere incontrarLa a questa immancabile prima della stagione operistica (di cui non ho mai capito un cazzo e manco me ne frega tanto così).

Ovvero: “che faccia faccio per far la faccia che mi faccia far la faccia adatta?” – la risposta è semplicissima: la faccia da circostanza; e allora non resta che parlare della circostanza.
Nessun timore: è altrettanto semplice essendo le circostanze, pochissime. Effettivamente, in culo al vocabolario, le circostanze non sono le contingenze; queste ultime sono molteplici, ma non fregano a nessuno e si riducono, socialmente, a due circostanze: quella buona e quella cattiva.
Quella buona è buona se conviene che sia buona, sennò diventa cattiva. “Conviene” a chi? – al “Paese” – quale paese? – “quel” paese, quello per il quale spesso ci si incammina forzatamente. A volte anche volontariamente, per semplice spirito di obbedienza mascherato da emulazione, e ciò si chiama conformismo: il conformismo è dunque obbedienza scambiata per emulazione, ed è il cuore del problema.
Ed è anche la sola ragione per la quale la Signora Boldrini può preoccuparsi delle cravatte e delle parolacce, strafottendosene (ops, pardon) di render conto del significato dei decreti e – più in generale – del senso delle azioni di un Governo che – ricordiamolo en passant – è illegale.
Ma bisogna dire che è una gran bella donna. E diciamolo, con lo stesso spirito che anima lei quando si scàndala con la boccuccia ad o, per le parolacce: Signora mia, ha visto che roba, ma dove andremo a finire; ah, ci vorrebbe Lui.  Sì; ed inoltre non c'è più: 

- religione 

-le mezze stagioni 

-rispetto per gli anziani


Un due tre, via: boccuccia a culo di gallina ed in coro: -"...Oooohhh!..."


Pubblicato il 7/2/2014 alle 15.11 nella rubrica Teatrino politico.

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