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Misteri d'Italia


Magari uno pensa alle stragi: chi ha fatto le stragi? - No, quello non è un mistero più di quanto lo sia il livello di competenza di chi ha fatto Carosello "reloaded". Allora il Mistero di Fatima; ma quando mai, si sa tutto su Fatima: la Madonna spifferò alla pastorella i particolari sull'attentato a Vojtila e le autorità ecclesiastiche omisero di denunciare tutto alla Procura, lasciando che la Volontà Incerta di Dio venisse compiuta con quel bell'esito. E la Vergine, evidentemente, di queste cose non si intende, altrimenti sarebbe comparsa in un commissariato. 
Un mistero potrebbe essere come mai gli ècsit pòl non c'azzeccano più, ma questo è un segreto svelato anni fa da Enrico Deaglio in una sua interessantissima inchiesta che non ha, ovviamente, interessato nessuno. 

No, i misteri d'Italia sono cosa più impegnativa, ed anche più mistica perché riguardano la scienza e, nella fattispecie, l'ingegneria.
Ad esempio: ma il Mòse (a proposito: ma non si dovrebbe dir Mosè? Perché questo strano Mòse? Va a cacchio, un po' come Scandìnavo e Scandinàvo?) il Mòse dicevo, funziona o no?
Si tratta, dopotutto, di una diga mobile, quali ce ne sono a bizzeffe in giro per il mondo; alcune girano, altre ruotano, certe sorgono, ma tutte chiudono e fine del discorso. Da bambino ne ho costruite a migliaia, io, sulla spiaggia, insieme a tutti voi. Perché l'ingegneria si impara da bambini, perfino da castori, addirittura da insetti, non è difficile; la teoria che muove questa disciplina potrebbe essere riassunta con: visto che qui è così, io faccio questo, e diventa cosà. Ditemi voi cosa c'è di complicato; e allora come mai c'è chi dice che il Mòse non funziona? E quando fosse stato ravvisato un errore di progetto, che ci vuole? Si stampano i foglioloni con AutoCAD, si dice: "vedi, o pirlone, guarda qua cos'hai combinato", e si corregge.
L'idea poi di inserire in laguna dei muraglioni in cemento che sorgono dal mare di fronte a San Marco, effettivamente, mette qualche brivido (pur se Le Corbusier, celebrato come artista sommo, ci voleva piazzare un ospedale-cubo di calcestruzzo), ma se in caso contrario Venezia ci dura di meno, ahò, meglio l'olio di merluzzo che il blocco intestinale, no? Però questo è un altro problema, il vero problema essendo: l'ingegneria è materia opinabile?

Non è la prima volta, d'altronde, che la materia scientifica viene opinata come una teoria filosofica: le centrali nucleari. C'è un bel tipo di scienziato che afferma come qualmente le centrali nucleari non siano solo sicurissime, ma le stesse scorie radioattive (il dilemma classico: dove cazzo mettiamo le scorie radioattive?) non siano per nulla pericolose e tutte le statistiche che affermano il contrario, sbàgliano. Eppure si tratta di fisica, pergiove, roba esperimentabile per propria natura; come si fa a sbagliare?
Si dirà: non è solo fisica, è anche biologia, e qui casca l'asino. 
E' vero: la medicina (lo sviluppo pratico della biologia) è spesso un po' asina; ma da qui a dire che seduti sul trizio radioattivo si campa di più, ce ne corre; o vogliamo pensare che gli americani, con quelle due bombe, volevano portare un segno di pace in omaggio al Giappone? - Timeo Danaos et dona ferentes.

La scienza è la scienza, santo dio, e si divide in scienze esatte e scienze come la biologìa, un po' a capocchia, ma due rette parallele, due benedette e porche rette parallele, porca la miseriaccia porca, non si incontrano mai.
Tranne che nel paese delle convergenze parallele.

Pubblicato il 9/6/2014 alle 6.50 nella rubrica Varietà e personalismi.

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