Blog: http://banditore.ilcannocchiale.it

Seriamente


- Ammettiamo pure che io sia un imprenditore onesto.
- Ammettiamo.
- E cioè che paga le tasse, per dire.
- …Che paga?
- Le tasse. Quella spesa lì, ciclica, un costo dell’impresa, il… vabbè, ammettiamo
- E ammettiamo.
- Dice: sono un imprenditore con meno di tot dipendenti, se qualcuno mi fa girare le balle ci dò un calcio in culo lo butto fuori.
- Fuori dall’impresa.
- No, proprio fuori dalla vita; quello lì, col cazzo che trova un altro lavoro. Fa bene a rigar dritto, fa, che a farle girare a me ci vuole niente. Ad esempio, io esigo solo dipendenti con la cravatta a pallini.
- Perché? 
- Non lo so, è un pallino. Mi piace così.
- Ognuno ci abbiamo i suoi difetti.
- Appunto; e siccome che qua comando me, non si chiamano difetti, ma direttive.
- Insomma fai un po’ quello che ti pare con la lingua, come Gadda.
- Il petroliere?
- …Sì, il petroliere. Mi stavi dicendo delle direttive.
- Ecco, quelle. Ora, mi spieghi perché il povero Brambilla, che cià due dipendenti più di me non deve poter avere in testa le direttive che vuole a causa di una legge vessatoria contra brambillam?
- Dici l’articolo 18.
- Diciotto, diciannove… sono tutti uguali, è tutto un magna-magna… e comunque, lui, il giorno che gli gira di sbattere fuori uno perché porta, per esempio, il farfallino, non può. Ma dico: non può. Ohé, ma qua chi è che comanda? Io o l’articolo diciannove?
- Diciotto.
- Quel che l'è. E cosa ha fatto quest’articolo qui per l’azienda? Chi è che paga gli stipendi? E i contributi?
- Ma non c’hai tutti in contratto atipico?
- Vabbè, ma per dire!
- Ah, per dire.
- E siccome che io so che cosa che è la legge dove davanti gli siamo tutti uguali, come la mettiamo col Brambilla?
- Quindi secondo te, il problema era il Brambilla
- E’ ovvio che il problema è il Brambilla! Qua non si vuole far crescere le aziende perché appena una azienda cresce, trac, diventi il Brambilla e non comandi più un’ostia!
- Perché non puoi cacciar fuori quelli col cravattino
- O quelle che se la tirano, che scambiano l’azienda per il reparto maternità, e pure quelli che credono che l’ufficio sia il parlamento: qua si lavora! Non si parla di politica, di diritti e di stortati! T’è capi’?
- Quindi ora sei contento che puoi assumere due nuovi lavoratori senza rischio di essere il Brambilla
- Di fare cosa?…
- Be’, hai detto che il problema della crescita aziendale stava nell’articolo 18, ora non c’è più l’articolo 18, dunque puoi crescere quanto ti pare restando padrone dei tuoi pallini, perciò assumerai dipendenti e ne riassumerai e via via così fino a dar lavoro a tutt il Mondo, no?
- Te sei sciémo.
- Ma l’hai detto tu!
- No, te sei pròpio sciémo. Guarda il labiale: io-ho-detto-che-qua-comando-io-e-faccio-quello-che-mi-gira-a-me, punto e basta. Il lavoro è un’altra cosa.
- Fammi capire: non c’entra il lavoro, con l’articolo 18?
- Dio bono. Ma da che montagna vieni? Per far girare le macchine credi che mi basti buttar fuori un pirla col cravattino? Ma lo sai che quella roba qua che faccio io la vendo solo fino ad Abbiategrasso, perché già a Trecate la comprano dalla Romania al trenta per cento in meno? E che appena se ne accorgono anche ad Abbiategrasso arriverò massimo a Trezzano sul Naviglio? Ué, sveglia, nàni! Io sto mettendo da parte quattro spiccioli e tra un po’ chiudo e me ne vado, sai; chi è che sta qua a fare il mercato per i barboni, no, dico; un annetto e te la saluto, la Patria! Ci stai qua te a giocare coll’articolo quindici!
- Diciotto.
- Ecco bravo, diciotto.

Pubblicato il 26/11/2014 alle 15.15 nella rubrica Teatrino politico.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web